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antifascismo

Giorgio Marincola uno di noi

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Giorgio Marincola uno di noi: la lotta contro il fascismo e il razzismo continua.

Il centenario della nascita di Giorgio Marincola è un’occasione importante per affermare ancora una volta che il fascismo e il razzismo devono essere definitivamente cancellati dalla storia.La vita di Giorgio rappresenta in modo significativo la forza dell’antifascismo come strumento per combattere ogni forma di discriminazione e sfruttamento. Nato in Somalia nel 1923 da padre italiano e madre somala, successivamente partito per l’Italia, Giorgio inizia a respirare fin dagli anni della scuola un’aria diversa da quella del regime instaurato da Mussolini e dei Savoia, venendo a contatto nella città di Roma con figure destinate a diventare centrali nella Resistenza, come Pilo Albertelli, suo professore di liceo. Studente appassionato e curioso, ragazzo vivace e generoso, è impegnato già nell’autunno 1943 nella lotta partigiana. Combatte a Roma nelle file del Partito d’Azione, sostiene le formazioni partigiane nella zona del Viterbese, liberata la Capitale decide di continuare a combattere arruolandosi con gli Alleati per poter sconfiggere i fascisti e i nazisti ancora presenti nell’Italia settentrionale. Viene ucciso in una delle ultime stragi naziste, in Trentino, il 4 maggio 1945.

Marincola è stato un cittadino italiano di origine africana. La sua storia, le sue scelte, le sue battaglie rappresentano oggi un punto di riferimento imprescindibile per tutte e tutti coloro che ogni giorno si rifiutano di accettare di vivere in un mondo dove il patriarcato, la discriminazione razziale, lo sfruttamento, rimangono fondamenta sociali. L’Europa, il Mediterraneo e l’Italia sono attraversati ormai da tempo da conflitti che ne mettono in discussione i confini e le leggi autoritarie. Un fiume di persone che quotidianamente porta avanti una battaglia spesso silenziosa e poco visibile, in uno scenario dominato da sopraffazione e violenze.

Vogliamo per questo ricordare il pensiero e le azioni di Giorgio Marincola e il suo generoso contributo alla lotta di Liberazione, in relazione con tutte quelle resistenze piccole e grandi che oggi mettono in discussione questo ordine sociale. A partire dalle scuole, primo luogo in cui gli studenti ed in particolare quelli di seconda generazione si scontrano con un clima oppressivo, che premia ed alimenta la prevaricazione sull’altro. Una scuola che non è un ascensore sociale e che non permette una reale emancipazione, lasciando indietro minoranze e alimentando il concetto che esistano studenti, ed in futuro cittadini, di serie A e di serie B, una scuola che per questo diventa sempre più una gabbia.

Il modello scolastico specchio di una società basata sulle disuguaglianze, che convive con la responsabilità di vere e proprie condanne a morte per tutti gli immigrati che attraversano mari e territori ostili per raggiungere l’Europa. Vite che come cento anni fa vengono lasciate in bilico tra il disinteresse e l’odio, la strumentalizzazione politica e gli interessi affaristici. L’attuale governo Meloni, come i precedenti negli ultimi 30 anni, rafforza i dispositivi repressivi e liberticidi, rinchiude e respinge i corpi, senza affrontare la contraddizione della cittadinanza, la piaga del caporalato e dell’ipersfruttamento dai campi agricoli ai capannoni della logistica.

Nel nome di Giorgio Marincola ci muoveremo in corteo dalla sua casa romana, nel quartiere di Casal Bertone, dove verrà deposta una corona di fiori e rilanciata la campagna per intitolargli la futura fermata della Metro C, la metro dei nostri quartieri, che ora viene chiamata con il nome ‘Amba Aradam’, simbolo atroce dell’imperialismo tricolore.

Attraverseremo un territorio dove sono vive e attive le lotte, delle seconde generazioni e dei migranti, per la casa contro la rendita, per l’ambiente e contro la speculazione edilizia, per la salute e i diritti sociali. Un territorio antifascista che resiste, che si è sviluppato attorno a quella che per un periodo è stata la fabbrica più grande di Roma, la SNIA Viscosa.

Il 1923 è anche l’anno in cui la fabbrica inizia la produzione, il 5 settembre di cento anni fa si aprono per la prima volta i cancelli a migliaia di lavoratori, per la maggior parte donne e immigrati, manodopera a basso costo sfruttata dal capitalismo industriale di inizio secolo. Un opificio considerato fiore all’occhiello del regime fascista, ma che fu teatro di rivendicazioni, scioperi, cospirazione, sabotaggi, occupazioni. Un luogo oggi simbolo delle lotte ambientali, ora parzialmente parco riconosciuto come Monumento Naturale, ma dove continua la vertenza contro la cementificazione e per il completo esproprio. Il corteo raggiungerà il CSOA exSNnia, confluendo all’interno del programma di Eat Up!, che da anni racconta i conflitti nei territori attraverso il cibo di strada del mondo, per chiudere con una grande serata artistica.

Per discutere di questi temi, condividere il programma delle iniziative che ci accompagneranno all’anniversario del Centenario, aderire alla piattaforma e raccogliere idee e proposte per dare respiro a questo percorso, ci vediamo in assemblea cittadina mercoledì 13 settembre alle ore 17:30 presso i Magazzini Popolari di Casal Bertone in via Baldassarre Orero, 61.

L’antifascismo ha mille colori e il 23 settembre li porteremo tutti in piazza. Una giornata che ci vedrà connessi con l’assemblea nazionale di “Ci vuole un reddito” e il corteo promosso dal Movimento per l’abitare a Roma Sud, perché la lotta è una!

Promuovono e invitano alla partecipazione: Black Lives Matter Roma, CSOA Ex-Snia, Rete G2 – Seconde Generazioni, Melitea, gruppo anarchico Mikhail Bakunin – FAI Roma &Lazio, associazione culturale Somaliyey Toosa, collettivo studentesco del liceo classico Pilo Albertelli, Coordinamento ANPI V Municipio, ActionAid Italia, Collettivo “Razza Partigiana”, Dans la rue – Antifa vandal, Azione Antifascista Rome Est, CdQ Casal Bertone, Magazzini Popolari Casal Bertone, Palestra Popolare Casal Bertone.

Ne parliamo dai microfoni della Radio con una compagna ed un compagno di Black Lives Matter Roma.

 


 

Renoize 2023 a parco schuster

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Insieme ad una compagna di Acrobax parliamo dei due giorni di iniziative che si terranno a Parco Schuster, l'1-2 settembre, per Renoize 2023. A 17 dall'assassinio di Renato Biagetti, avvenuto a Focene il 27 agosto 2007 da parte di due giovani neo fascisti, i compagni e le compagne continuano a rendere viva la sua memoria, come pratica di lotta e di festa.

Due giorni di dibattito e incontro, musica e socialità, che tratteranno i temi della saluta e della privatizzazione della sanità, della formazione, dell'inclusività, nel segno dell'autorganizzazione e dell'antifascismo militante.

In rete è già disponibile il programma completo delle due giornate, che seguono all'appuntamento di Focene che si è tenuto il 27 agosto.

Bologna, 2 agosto 1980 - La strage, i depistaggi, le bugie

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Ore 10.25, nella sala di aspetto della stazione di Bologna detona una valigia piena di tritolo. Muoiono 85 persone. Più di quante ne moriranno in tutte le altre stragi di cui è costellata la storia della Repubblica Italiana messe insieme.

La verità emersa dalle sentenze giudiziarie è agghiacciante: a mettere la bomba sono stati i fascisti dei NAR, a pagarla la P2 di Licio Gelli, ad orchestrare l’operazione ci hanno pensato i servizi segreti. È una verità inconfessabile: quella di una strage compiuta per procura, pagata milioni di dollari, organizzata dagli apparati dello Stato.

È una verità che viene insabbiata, nascosta e contraffatta. Depistaggi, false piste, improbabili alibi per coprire per oltre quarant’anni la più infamante delle colpe. Per insinuare il dubbio che chi ha le mani sporche di sangue possa in realtà essere innocente.

È una verità che non ha impedito l’ascesa dei diretti responsabili: dal mondo delle cooperative al mondo dello sport fino alle più alte cariche dello stato chi ha occultato le prove, chi ha diffuso bugie, chi ha materialmente eseguito la strage oggi accumula potere e denaro.

Ne abbiamo parlato con:

Mauro – compagno di bologna, tra i primi soccorritori la mattina del 2 agosto

Paolo Morando – autore di “Bellini, i Nar, i mandanti e un perdono tradito”

Paolo Persichetti – Storico Andrea Palladino - giornalista

29 aprile, Milano ama la libertà.

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Sabato 29 aprile Milano scende in piazza contro il fascismo, di seguito il comunicato che invita alla mobilitazione.

Ama la libertà, odia il fascismo – 29 aprile in piazza

Ama la libertà odia il fascismo.
Ripudia razzismo e sessismo.

Il fascismo in Italia, fin dalla sua comparsa, ha significato violenza e negazione dei diritti e delle libertà.
Il fascismo lo abbiamo visto mettere le bombe di Stato durante gli anni della strategia della tensione.
Il fascismo lo abbiamo visto uccidere, negli anni Settanta e Ottanta, chiunque non la pensasse allo stesso modo come Gaetano Amoroso.
Oggi, il tentativo di riscrivere la storia è palese, dalla strumentalizzazione della Giornata del ricordo alle commemorazioni per i defunti, tutto serve per confondere vittime e carnefici, assassini e liberatori. Una narrazione capovolta che ha avuto nella giornata della celebrazione dei martiri delle Fosse Ardeatine un evidente scatto in avanti attraverso una nota della presidente del consiglio Giorgia Meloni: furono uccisi solo perché italiani.
“Il fascismo in Italia non è nato con le grandi adunate da migliaia di persone. È nato ai bordi di un marciapiede qualunque, con la vittima di un pestaggio per motivi politici che è stata lasciata a sé stessa da passanti indifferenti”, così scrisse la preside del Liceo Leonardo da Vinci di Firenze.
Tenere viva la memoria, significa seminare anticorpi nel presente. Significa riconoscere il fascismo nelle squadracce fuori dal liceo Michelangiolo di Firenze, in un sottosegretario all’Istruzione che ricorda un picchiatore fascista al Molinari di Milano, nell’assalto intimidatorio a un centro sociale.
Significa sapere che se in strada c’è chi si sente legittimato a girare con bastoni e coltelli, per aggredire chi non la pensa come loro, insultare le persone nere, omosessuali e trans, ma dobbiamo anche riconoscere il fascismo a tutti i livelli dello Stato.
Il Governo Meloni è il governo più fascista dal 1945 ad oggi.
Lo sanno bene i cento migranti morti nelle acque di Cutro, in una vera e propria strage di Stato.
Lo sanno bene le donne che vedono minacciato il diritto di aborto da ben due disegni di legge depositati.
Lo sanno bene le famiglie omosessuali che d’improvviso non sono più considerate famiglie.
Lo sanno bene le persone che subiscono profilazione razziale, discriminazione omolesbobitransfobica, misogina, repressione e violenza fascista.
Chiamiamo le cose col proprio nome: si chiama fascismo e uccide. Si chiama fascismo e ci toglie il respiro.
Se il fascismo ha nuove forme servono nuovi partigian*.
Il prossimo 29 aprile un corteo cittadino: Milano ama la libertà.
In piazza contro ogni fascismo, razzismo e sessismo.

Dalle ore 17,00 in Porta Venezia

trip_minà_virus + varie ed eventuali

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trasmettiamo da quell'incognito luogo chiamato "remoto". la nostra voce risulta scarna, interrotta, disturbata. siamo forse in orbita? può essere. da questa prospettiva il pianeta è intero, non un singolo spicchio, quale la nostra vista terrestre ci affligge.
ci ordiniamo così.
un omaggio a harry belafonte scomparso in queste ore; il posizionamento antifascista, militante, che è adiacente alla lotta contro il potere del capitale; il trip_minà_virus (live) che ci eravamo da tempo proposti.
questa la playlist debitamente manipolata

sonic youth - disconnection notice
harry belafonte - matilda
harry belafonte - zombie jamporee
harry belafonte - day-o (the banana boat song)
airesis - un giorno qualunque
44 leningrad - bella ciao
salif keita - madan (martin solveig)
e samba - junior jack
cooly g - weekend fly
martyn - mega drive generation
lord leopard - the bumps (mixed)
madlib - dirtknock
modeselektor - cthulhu drums
modeselektor -klangkrieg
khalab & m'berra ensemble - moulan shakur
the sonic down - summer voyage
fatboy slim - demons [feat.macy gray] (stanton warriors remix)
the backroom - definition of a track (the backroom mix)
dj shadow - intersectionality
the international noise conspiracy - under a communist moon

25 aprile al Pigneto. Radio Onda Rossa in piazza Nuccitelli

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Collegamento con un compagno della radio in piazza Nuccitelli al Pigneto per preparare lo stand da cui Onda Rossa oggi trasmetterà dalle 15 alle 20.

Dalle 13 il pranzo in piazza, musica live, le selezioni musicali di Onda Rossa, interventi politici, banchetti... la nostra festa.

Radioabbonati oggi in piazza! In piazza Nuccitelli e al parco Modesto Di Veglia dove nel pomeriggio altra grande festa della Liberazione