A Cosenza fermato, strattonato, schiacciato a terra e successivamente denunciato dalla polizia il giornalista Gabriele Carchidi, autore di varie inchieste su presunti abusi da parte delle forze dell'ordine. Al telefono con noi Gabriele ci racconta cosa gli è successo e l'atmosfera che si respira a Cosenza.
A Cosenza si è da poco dimesso l’unico ginecologo non obiettore dell’Annunziata ed è così che l’aborto non è più un diritto in questa città. Ad oggi, abortire in provincia di Cosenza significa andare a Castrovillari, dove è disponibile soltanto l’interruzione volontaria di gravidanza chirurgica con un reparto pieno di manifesti pro vita che colpevolizzavano le donne che abortiscono. Per il resto in nessun altro presidio ospedaliero dell’Asp di Cosenza è possibile interrompere una gravidanza, né chirurgicamente, né farmacologicamente. Nelle cliniche private però, le interruzioni volontarie di gravidanza si facevano e si fanno con zelo, perché garantire un diritto equivaleva a ingenti profitti. L'ondata reazionaria - non nuova nel nostro paese - si colloca all'interno di un contesto di attacco generalizzato ai diritti riproduttivi delle donne in tante e diverse parti del mondo: in India, in America Latina, in Nord America, in Polonia. Parliamo di tutto questo con una compagna del collettivo Fem.In – Cosentine in lotta.
- del programma di vaccinazione contro il Covid e della sanità a Cuba parlando con una compagna partecipe di un progetto sperimentale in corso sull'utilizzo del vacino Soberana Plus;
- delle iniziative dell'Assemblea per la salute delle donne e del Coordinamento Regionale Sanità sul tumore al seno;
- del percorso per la riapertura di Villa Tiburtina;
- di denunciare ulteriori misure repressive che la questura di Cosenza sta attuando nei confronti delle compagne del Collettivo Fem.In Cosentine in lotta e in generale dei militanti e delle militanti antagoniste della Calabria
Il Covid ci ha portato via anche Carlo Cuccomarino, fra i fondatori di Radio Ciroma di Cosenza, una vita trascorsa lottando dalla militanza in Potero operaio fino agli ultimi interventi in merito allo stato della sanità pubblica. Lo ricordiamo insieme a Francesco, della redazione di radio Ciroma.
Il 30 dicembre il comitato Prendocasa di Cosenza ha occupato l'Hotel Centrale, una struttura lasciata all'abbandono da anni. Circa un centinaio di persone si sono riappropriate di uno stabile che ha visto il dispendio, come accade spesso in Calabria, di ingenti risorse pubbliche, letteralmente regalate agli speculatori privati. Ai microfoni di Radio Onda Rossa è intervenuto il comitato Prendocasa per raccontare le ragioni della riappropriazione abitativa e le reazioni della cittadinanza e della politica cittadina e regionale.
Venerdì 30 giugno c'è stata un'operazione sbirresca contro la redazione di “Iacchitè“, noto giornale on line dell’area cosentina. I Carabineri hanno fatto irruzione nella redazione della testata, sequestrando tutti i computer e notificando l’ennesimo procedimento penale nei confronti dei due redattori, Gabriele Carchidi e Michele Santagata. La perquisizione è durata diverse ore. Il blitz è scattato per accertare quel che più volte i due redattori hanno ammesso pubblicamente: sono consumatori di cannabis.
Ne parliamo con Claudio Dionesalvi, scrittore cosentino e curatore del blog Inviato da nessuno.
La corrispondenza è anche un'occasione per parlare della Calabria, dallo stato del giornalismo locale dopo la chiusura del più importante quotidiano regionale ("L'ora della Calabria") alla situazione dei migranti, passando in rassegna i frutti insani della ricetta del ministro Minniti (anch'egli calabrese!).