Ascolta lo streaming di Radio Onda Rossa !

autorganizzazione

Educazione autonoma in Messico #2. Esperienze Urbane

Data di trasmissione
Durata

Presentiamo oggi “Educazione Autonoma in Messico #2 – Esperienze Urbane”, a cura di Nodo Solidale, un nuovo elemento della collana “Quaderni della Complicità Globale” realizzata in collaborazione con il progetto editoriale Kairos – moti contemporanei.

Il volume raccoglie delle interviste, completamente inedite, dedicate all’educazione all’interno dei processi di organizzazione dal basso e  realizzate come Nodo Solidale in dialogo con l’ Organización Popular Francisco Villa de Izquierda Independiente, Tejiendo Organización Revolucionaria, Brigada Callejera de Apoyo a la Mujer “Elisa Martínez”, A.C. e l’Asamblea de los Pueblos Indígenas del Istmo en Defensa de la Tierra y el Territorio.

Ne parliamo con un compagno del Nodo Solidale e due compagni del collettivo Zaum, cercando di usare il testo anche per analizzare elementi critici della scuola e dell'università oggi in Italia.

Policlinico, ACI informatica, Alberone antifascista

Data di trasmissione
Durata

Collegamento con un lavoratore del coordinamento lavoratrici e lavoratori del Policlinico sulla vertenza per l'internalizzazione dei lavoratori delle coop e per una sanità pubblica e gratuita.

In studio una lavoratrice di ACI Informatica che ha parlato della relativa vertenza e del presidio di mecoledì prossimo 20 gennaio al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

In conclusione si è ricordato il presidio antifascista del prossimo 7 gennaio a via Appia Nuova, 357 sede del comitato di quartiere Alberone.

Trasmissione del 23/3/2016 "COSE NOSTRE"

Data di trasmissione
Durata
Durata

https://coordinamenta.noblogs.org/post/2016/03/26/podcast-della-trasmis…

 

” I Nomi delle Cose” /Puntata del 23/3/2016 ”Quando la polizia entra nella scuola è dittatura ” e “Cose Nostre”

“Collegamento con una studentessa del Liceo Virgilio/ 24 Marzo/ COSE NOSTRE

Immagine rimossa.

 

in collegamento con la Consultoria Autogestita di Milano/ Un ciclo di incontri sul ciclo/Un ciclo di incontri sulla vagina/ Mercoledì 23 marzo Secondo incontro su ” Vagina amica mia”

 

Immagine rimossa.

La Parentesi del 27/05/2015 "Oggi"

Data di trasmissione
Durata

http://coordinamenta.noblogs.org/post/2015/05/28/la-parentesi-di-elisab…

 

“Oggi”

Immagine rimossa. La peculiarità della nostra stagione che coincide con il neoliberismo è caratterizzata dal dato che il capitale è reale cioè totale e pertanto è un rapporto sociale globale che occupa tutto il territorio del vivere. Il movimento femminista è movimento di decolonizzazione del quotidiano patriarcale ed è un processo sociale che non può essere ristretto negli steccati dell’emancipazione. E’ un processo che non può essere arrestato né in punto né in una fase storica determinata e, per questo, è stato dato alle patriarche e alla socialdemocrazia il compito di deviarlo e rimandarlo.
Il fatto che il movimento femminista debba fare i conti con una lettura falsa e manipolata, con una promozione sociale personale, con una correità di chi questa promozione sociale l’ha ottenuta, non significa che  non abbia sempre un progetto sociale implicito.
Il patriarcato attraverso il suo Stato parcellizza nell’ambito di interessi parziali e corporativi l’esigenza di libertà che è di noi tutte e, con noi, di tutti i segmenti della società oppressi.
La sfida  è di realizzare un progetto antagonista che si misuri con la globalità dell’oppressione di genere e con la critica del vivere quotidiano perché il patriarcato, avendo sussunto oggi il neoliberismo, è diventato metabolismo sociale. Pertanto è nodale, in questa stagione, scontrarsi con il patriarcato inteso come rapporto sociale e di socializzare lo scontro e riannodare la solidarietà rivoluzionaria di noi tutte che passa, mai come ora, attraverso lo smascheramento dei ruoli e della collocazione delle soggettività colluse..
Il patriarcato è diventato più forte perché il movimento femminista non è stato in grado di smascherare e di opporsi a questo processo.
E’ necessario recuperare la critica al quotidiano, al quotidiano patriarcale, nella sua forma specifica in un mondo nel quale tutto è diventato merce.

Ciò che nel dominio formale occupava la sfera della produzione ora occupa tutta la sfera del vivere.
E, in questo contesto, le subalternità e le differenze devono confrontarsi con un codice , un unico codice totale e totalitario, in cui si stabiliscono ruoli, figure e funzioni e questo vale tanto di più per chi appartiene al genere oppresso.
Il movimento femminista è sintesi della critica alla quotidianità imposta dal patriarcato e di quella al capitale come dominio globale, è rottura con il neoliberismo patriarcale inteso come metabolismo sociale, è movimento di liberazione teso alla libertà di spazi, di tempi, di ricchezza, è un programma sociale di liberazione da questa società, dal mondo delle merci, dai ruoli assegnati, dai compiti assolti per autopromozione personale contro una società che ha realizzato la società patriarcale come seconda natura raggiungendo l’obiettivo di coinvolgere settori del genere oppresso nel processo di mantenere nell’oppressione la stragrande maggioranza degli oppressi/e tutti/e , veicolando una mmistificazione tale per cui un miglioramento personale viene spacciato per un miglioramento generale.
E’ la versione in campo femminile del teorema secondo cui questa sarebbe la società migliore e che comunque non ci sarebbero alternative e magari, per i più scettici e le più scettiche, la situazione in cui siamo immerse sarebbe un dato di fatto, un punto di non ritorno.
Occorre da subito dare espressione sistematica, organizzata, soggettivamente motivata ai principi e agli ideali del movimento femminista che lo stesso ha elaborato in modo diffuso, spontaneo, magari disorganico, ma avendo la chiarezza che la prospettiva è la distruzione, la rimozione di tutti i “ruoli sociali”, l’abolizione di tutte le classi e che la liberazione è il passaggio per la libertà.
Oggi per il movimento femminista è nodale riconoscere ed organizzare le proprie ragioni.
Oggi il neoliberismo e il patriarcato così come si è realizzato in questa stagione tendono ad affermarsi come seconda natura e pertanto portano alla morte in tutta la società, socializzano la morte nelle relazioni sociali, sentimentali e affettive.

Mai come oggi è importante una pratica storica, cosciente, organizzata della liberazione di noi tutte come conquista di una vita mai vissuta. Se non avessimo lottato in questi anni collettivamente e singolarmente, non avremmo la possibilità di leggere questo percorso, di affermare queste esigenze. Il movimento femminista è stato ed è un’allusione potente ad un’altra vita e la consapevolezza dei suoi limiti e del voluto stravolgimento da parte di alcune non rimuovono le sue potenzialità .
Oggi è necessario aprire il dibattito per definire i percorsi di liberazione e le gambe con  cui possono camminare, magari attraverso una rete soggettiva, coordinata e coerente, con la comprensione dei ruoli e della collocazione e rifiutando una sorellanza fittizia, falsa, formale e fuorviante.
Il movimento femminista in questo senso si misura con le contraddizioni prodotte dalla sua storia ma perché questa non diventi, ora e qui, la storia del patriarcato si deve riannodare ai bisogni del “genere” e alla sua aspettativa e al suo anelito di libertà.

 

La Parentesi del 20/05/2015 "Il salto della scocca"

Data di trasmissione
Durata
http://coordinamenta.noblogs.org/post/2015/05/21/la-parentesi-di-elisabetta-del-20052015/ Il salto della scocca”

Immagine rimossa.

Per noi femministe il privato è politico ed ancora di più non si può distinguere il politico dal sociale. La libertà e la giustizia sociale sono legate in maniera assoluta e questo vale tanto di più oggi nella stagione neoliberista che ha posto sotto il dominio del capitale tutta la società ed ha elevato il mercato a natura mercificando la vita in tutti i suoi aspetti.
Oggi come non mai va messo al primo posto l’antagonismo in tutte le sue forme perché costituisce l’affermazione della libertà.
Il femminismo non è stata una scoperta dei/delle socialdemocratici/che, ma un’affermazione della lotta di genere nel momento che ha fatta sua la consapevolezza che la lotta di classe è produttrice di ogni trasformazione dell’orizzonte sociale.
Pertanto ha promosso un’innovazione della politica, profonda e a tutto campo. L’impegno femminista si è presentato come un insieme di connessioni linguistiche, ma partecipe di un’unica sintassi : la sconfitta del patriarcato e della società divisa in classi.
Oggi sappiamo che questo processo è stato interrotto ed è bloccato dalla pesantezza della scelta neoliberista e della conseguente così detta crisi, che non è casuale o non prevista, ma ne è un’articolazione fondante, e dalla convergente pressione delle patriarche. Tramite loro il femminismo è divenuto oggetto di appropriazione da parte del capitalismo e dello Stato.
Da qui il problema di come si possano definire e formare concretamente nuove pratiche di militanza femminista recuperando la polifonia di voci ma anche l’unità di intenti, chiarendo, quindi, chi sta da una parte e chi sta dall’altra.
Costruire un nuovo lessico, estendere e distendere in maniera piena le istanze di rottura che il movimento femminista costruisce contro l’ordine patriarcale e, come gli operai in fabbrica, sabotare la catena con il salto della scocca.
La necessità è spezzare la catena di riproduzione del pensiero e della pratica patriarcale e neoliberista.
E’ necessario sabotare la meritocrazia, la gerarchia, la disciplina, il controllo, le guerre umanitarie, la chiusura delle frontiere, la legalità…… opponendo differenza, singolarità, autorganizzazione, libertà, autorealizzazione, ricerca della felicità, quindi dare vita alla vita attraverso uno sciame di resistenze e di ribellioni in ogni istante della nostra quotidianità…sul posto di lavoro…a scuola…per la strada… negli uffici o nei negozi….negli stadi o nelle case… costruire un tessuto di disobbedienza e rifiutando di vivere alienate dalla nostra identità, di essere fantasmi di noi stesse.
Non cerchiamo fughe, paradisi lontani o comunità protette, non servirebbe a niente, noi siamo qui nel ventre della bestia, nel centro del neoliberismo ed è qui nel mondo occidentale che dobbiamo trovare la forza, la voglia, la capacità di opporci.
Il femminismo è una molteplicità di singolarità che si presenta come motore attivo del processo di libertà per noi e per tutti e per tutte.
Non c’è più spazio per confondere partecipazione, quote rosa, emancipazione, ragion pratiche, realismo con la resistenza, la ribellione, la ragione rivoluzionaria.
Il patriarcato investe la totalità dei rapporti sociali, dunque è costruzione delle relazioni sociali nel tempo e nello spazio, è dominio sulla vita, è riproduzione in ogni segmento dell’esistente e a fianco al tradizionale disciplinamento ha posto un sempre più invasivo controllo attraverso addirittura la produzione di soggettività a lui utili. Questo è il ruolo delle patriarche, delle socialdemocratiche.
Il presente accomuna difensori e detrattori delle quote rosa, così come americani e integralisti islamici. Gli uni e gli altri rinserrano la totalità della vita dentro il potere e consegnano allo stesso le chiavi di questo mondo ridotto a sistema.
Oggi la scommessa è la libertà ed essa è lavoro vivo, produzione di soggettività, è lì alla nostra portata come l’hanno creata la lotta femminista e le lotte antagoniste. E’ ricomposizione delle passioni delle singolarità, è manifestazione e realizzazione del desiderio. E le gambe con cui può camminare sono quelle del femminismo materialista che parte dal considerare la nostra condizione esistenziale non come innata, ma come prodotto sociale.
Noi viviamo nella solitudine, nella miseria, nella paura non perché sia un dato naturale, ma perché con la violenza fisica e con quella del pensiero siamo state ridotte a questa condizione che è comune a gran parte dell’umanità. Solo che a noi si aggiunge l’ulteriore giogo dell’oppressione di genere.
La libertà è un’esigenza, è l’unica strada percorribile e non è entità metafisica, ma potenza materiale.

 

Trasmissione del 15/04/2015 " Sui rapporti tra genere e classe"

Data di trasmissione
Durata
Durata
Durata
http://coordinamenta.noblogs.org/post/2015/04/17/podcast-della-trasmissione-del-15042015/ Puntata del 15/04/2015 “Sui rapporti tra genere e classe”

Quali sono i legami tra capitalismo e patriarcato? e tra genere e classe? si tratta di due sistemi distinti? l’uno ha generato l’altro? l’uno è stato assorbito dall’altro? i generi sono delle classi? si può abbattere il dominio maschile? e abolire i generi? come? e la rivoluzione in tutto questo?…………..

Scriveteci e proviamo insieme a rispondere a questi interrogativi…..
Immagine rimossa.

 incendo.noblogs.org sur le rapport entre genres & classes/ Venti di guerra: Hillary Clinton/Dimenticanze?/Resoconto e riflessioni sul dibattito
< il corpo delle donne e l’autodeterminazione> con Luisa Mercanti e
le compagne di Sapienza Clandestina”

Trasmissione dell'8/04/2015 "Donne che si difendono, donne che si ribellano"

Data di trasmissione
Durata
Puntata dell’8/04/2015 “Donne che si difendono, donne che si ribellano”

“Dalla parte delle donne che si difendono e si ribellano/Controllo cosciente /Condividiamo i nostri saperi/Il corpo della donna e l’autodeterminazione”

Immagine rimossa.

Scardinamento delle forme – Olga Rozanova

” Ci hanno chiamato streghe. Lesbiche pazze emarginate. Con tutti i nomi disponibili ci hanno ricondotto al confine della comunità, pronti a buttarci giù dalla passerella dei normali. Ci hanno rinominato, ridefinito, creato a immagine e somiglianza delle loro paure e dei loro desideri repressi e innominati.
 
Noi ci siamo riprese i nomi: ci siamo richiamate streghe, per rivendicare il nostro sapere; eretiche, per resuscitare la nostra ribellione; pazze, perché attorno a noi abbiamo riconosciuto altre sognatrici ….. “
Autodifesa femminista Genova.

Due giornate dell'autorganizzazione 28-29 Marzo

Data di trasmissione
Durata

Due giornate dell'autorganizzazione e dell'indignazione chiamate dalla Rete Abitare nella Crisi ma estesa a tutt* coloro che sono stufi di vedere un governo che continua, nonostante le inchieste, a destinare le risorse alle grandi opere. Il 28 ci saranno mobilitazioni in tutta italia mentre il 29 assemblea di abitare nella crisi a Milano che discuterà anche dello spezzone sociale il 1°Maggio contro l'Expo. Il contributo di un compagno di Milano del Cantiere e di un compagno del Coordinamento Cittadino di lotta per la casa di Roma.

 

Di seguito i link con gli appelli:

http://www.abitarenellacrisi.org/wordpress/2015/03/22/assemblea-di-abit…

 

https://www.facebook.com/events/365050553680711/