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autoritarismo

Contro-Indicazioni: la "nuova" scuola dell'infanzia e del primo ciclo

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Dopo tante anticipazioni sono uscite le Nuove Indicazioni 2025 per la scuola dell'infanzia e primo ciclo d'istruzione. si tratta di "materiali per il dibattito" il che significa che dovrebbe esserci un confronto non sappiamo quanto ascoltato con associazioni, sindacati e speriamo insegnanti. Si tratta di un testo che propone una forte reazione culturale a partire dal linguaggio utilizzato, al tono paternalistico, al modello neo-autoritario alla completa cancellazione del genere. Gli argomenti da trattare in merito, le riflessioni da fare, i punti di vista da cui analizzare queste Nuove indicazioni sono molti, in questa puntata cominciamo con alcune ospiti.

Dopo una presentazione in cui sottolineiamo alcuni elementi culturali generali, con una esponente dell'associazione Scosse che ha diffuso una prima analisi approfondiamo in particolare quanto riguarda le tematiche di genere; in seguito con Samanta Picciaiola, maestra di scuola primaria e coautrice con Roberta Ortolano di Sono stata anche io bambina, analizziamo la parte delle Indicazioni relative alla scuola primaria; infine con Alessandra Gissi, docente di Storia contemporanea all'Università L'Orientale di Napoli e socia della Società Italiana della Storiche affrontiamo uno degli aspetti più discutibili del testo, ossia la parte relativa all'insegnamento della Storia: "Solo l'Occidente conosce la Storia" inizia così la sezione sulla storia per delineare indicazioni che cancellano pluralismo, intercultura e pensiero critico. L'impostazione proposta dal ministero di Valditara è consonante con il clima culturale imposto negli Stati Uniti dalla presidenza Trump contro il quale è uscito un'importante presa di posizione di American Historical Association e Organization of American Historians i che chiediamo a Gissi di commentare.

Ordine e punizione: un buco nella rete

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Il DDL sicurezza 1660, approvato a settembre nella Camera e ora in esame al Senato, continua la tendenza degli ultimi decenni a far rientrare ogni fragilità sociale in un'ottica punitiva. Introduce una trentina di modifiche al codice penale, formulando venti nuovi reati, estendendo sanzioni e aggravanti, e andando così a reprimire le proteste secondo il paradigma del diritto penale del nemico

Dopo la cartolina tratta da Boza! Diari dalla frontiera, parliamo con  Enrico Gargiulo, sociologo e coautore di Polizia. Un vocabolario dell'ordine, con cui approffondiamo i concetti di Sicurezza e Ordine Pubblico. Segue un intervista a Riccardo Ronchi e Antonio Mancino, avvocato dell'associazione Mutuo Soccorso per la Libertà di Espressione di Imola (Bologna), che ci parlano di panpenalizzazione e fanno una disamina di alcuni degli articoli.