censura
Tracciamento in tutte le salse
Puntata fiume per rimediare alla vacanza di 2 settimane fa.Parliamo di tracciamento, che sia fatto di stati o di aziende.
- Apriamo guardandoci in casa nostra: un'azienda italiana sfrutta la vetustà del protocollo che gestisce le comunicazioni tra operatori telefonici su scala mondiale, per localizzare geograficamente utenti in tutto il mondo
- in Messico non va meglio: dopo lo scandalo del 2017, Lopez Obrador aveva promesso che sarebbe cessato l'utilizzo di Pegasus. Non è andata così.
- La dogana USA ha collezionato dump completi di decine di migliaia di passeggeri che hanno attraversato la frontiera e sono risultati "sospetti". Questi dati sono accessibili a migliaia di funzionari doganali e rimarranno tali per altri 12 anni, nonostante il progetto sia cessato per manifesta inutilità.
- Consoliamoci: uno dei sistemi di comunicazione "riservate" della CIA era fatto così male che l'avevano capito tutti. Probabilmente lo capirono i servizi antispionaggio di Cina e Iran. Oggi ci sono gli archivi di quei siti, e si può confermare che non era difficile notarlo.
- TikTok ti traccia quanto (e come) Facebook e Google
- L'opzione "Blocca le connessioni senza VPN" non fa tutto quel che dice... qualcosa passa! Non è un bug, è una feature.
- Se usate Chrome o Edge, quello che digitate in un form potrebbe essere inviato su internet per il controllo ortografico. Sì, anche le password.
- Pare che sempre meno persone utilizzino la funzionalità "Login con Facebook", tanto che iniziano a sparire gli appositi pulsanti. È una buona notizia, ma non del tutto.
- Sapete dove memorizza Facebook i vostri dati? Se sì, diteglielo agli ingegneri di Facebook
- Facebook censura i palestinesi più degli israeliani, dicono. Facebook non ci crede, e commissiona un report indipendente. Che conferma tutto e rincara la dose. Facebook dice che non è vero ma farà tutto quello che suggerisce il report.
- VLC bloccato in India. La causa? lettura frettoloso di un report Symante.
- La Cina attiva la censura basata su SNI, tecnica vecchia ma ancora efficace.
- Aggiornamento dalla puntata precedente: Kiwi Farms bucato!
- Dopo il disastro di log4j, gli USA vogliono finanziare la sicurezza nel software libero
È l'algoritmo, bellezza
(il dato) non passa allo straniero!
Iniziamo commentando il no del Garante della Privacy a Google Analytics. Una decisione che ci si aspettava, con una sua valenza anche simbolica, ma che non è detto che cambi davvero qualcosa per il futuro. Infatti il no riguarda solo una versione di Google Analytics che non è l'ultima, solo se si continuerà a mantenere i dati negli USA, e solo se gli USA non cercheranno di rimettere in piedi un nuovo Privacy Shield.
Parliamo poi di Cloudflare, commentando uno splendido articolo del sole 24 ore: l'AGCOM esaudisce le richieste delle lobby discografiche e ordina a Cloudflare di censurare dal suo servizio di DNS i siti che il governo italiano indica. Finora non era mai successo.
Chiudiamo con un po' di notiziole su app e browser.
C'è ancora spazio per i sistemi federati?
Anche questa volta (l'avevamo già fatto un anno fa) prendiamo spunto da un post di Moxie Marlinspike che affronta il tema dei sistemi federati e di quelli centralizzati. Questa volta affrontiamo due degli altri nodi che il post pone:
- quanto controllo (lock-in) possono ancora effettuare i servizi centralizzati, al tempo in cui usare identificatori di terze parti (il numero di telefono) è ormai molto comune? E può questa tecnica essere utilizzata anche dai servizi federati?
- si sa che i sistemi federati hanno una innovazione molto lenta rispetto ai sistemi centralizzati. Ma quanta centralizzazione serve, per poter avere davvero una innovazione veloce? E quali sono le conseguenze dell'innovazione veloce in senso ecologico?
Proseguiamo poi con delle notizie di attualità:
- Apple fornisce un kit per la riparazione dell'iPhone; peccato che il costo sia proibitivo
- DuckDuckGo, motore di ricerca che promette maggiore privacy, includeva dei tracker e non lo diceva
- Bing, il motore di ricerca di Microsoft, non solo censura i risultati in Cina, ma censura persino nei suggerimenti automatici di ricerca. Alcune di queste censure, inoltre, avvengono anche fuori dalla Cina, per persone che hanno il dispositivo configurato per la lingua cinese.
Gig economy: anche una domanda può essere un lavoro
Principi e schiavi
Oggi puntata lunghissima con molto spunti dall'attualità.
- Il principe ereditario al trono di Corea fa il takeover della rete IRC freenode.
- In palestina in questi giorni è fortemente limitata dalle censure messe in atto dai social network; come spesso abbiamo visto anche in altri contesti, nominare la violenza o l'oppressione razzista è spesso percepito dai social media come un'espressione violenta o razzista, quindi soggetta a censura.
- A proposito di terminologia, anche in informatica dopo l'abbattimento di alcune statue che esaltavano il colonialismo ci si è spesso chiesti come evitare di continuare nomenclature di carattere oppressivo. Oggi parliamo dell'espressione master/slave (padrone/schiavo) molto comune nell'informatica, e che molti progetti hanno cercato di sostituire. In alcuni casi questo ha avuto buoni esiti: dei nuovi termini che toglievano i riferimenti allo schiavismo sostituendoli con altri dotati di maggior chiarezza. In altri, come è il caso di OpenZFS, ci pare che l'obiettivo fosse solo togliere la parola "schiavo" lasciando inalterati i significati a contorno.
- Dentro al progetto audacity - software libero per l'editing di file audio - ci sono chiaramente due anime contrastanti, che si stanno scontrando sia per alcune (anti)feature sia per il mantenimento del progetto come software libero.
- Notiziole:
- Dalla Germania arriva il primo decreto attuativo sul famigerato upload filter richiesto dall'Unione Europea contro il copyright. La legge tedesca prevede alcune tutele, ma fa comunque intendere che gli upload filter dovranno essere presenti su ogni sito a scopo di lucro.
- Sci-Hub è un progetto molto bello. La polizia di Londra la pensa diversamente.
Domenica prossima 6 giugno andremo in onda, non come al solito. Da lì ripartiamo a fare le domeniche alternate come al solito.
Amore e rabbia senza rimpianti: ancora una richiesta di sorveglianza speciale
Giovedì 1° aprile è stata notificata da parte della questura e della procura di Torino una nuova richiesta di sorveglianza speciale.
Negli ultimi anni questa misura preventiva di fascista memoria è stata applicata più volte a chi per anni si è speso nelle lotte.
A tutte queste persone con l’applicazione della misura è stato o è tutt’ora impedito di condurre liberamente la loro esistenza, in una cornice di divieti che impongono la cancellazione delle proprie relazioni, amicizie, e affetti, ma anche l’autorinchiudersi in un limbo in cui la propria vita viene snaturata, privata della possibilità di confronto con altre individualità e di instaurazione di nuove relazioni, il tutto motivato dalla cosiddetta “pericolosità sociale”.
E si, perché in questo caso specifico, il fulcro della richiesta di sorveglianza è l’essere un militante di lunga durata, un noto esponente del movimento anarchico torinese, che sotto le molteplici spoglie ora di occupante di El Paso, ora di redattore di radio blackout (“voce ufficiale degli ambienti anarchici cittadini”) o di antagonista non ha mai smesso di contribuire alle lotte, nonostante i diversi periodi di di detenzione.
La refrattarietà a piegare la testa, è prova di pericolosità sociale.
Non è sufficiente scontare le proprie condanne, ma è anche necessario abiurare la propria identità, la propria appartenenza, e dimostrare di avere assorbito un’altra ideologia, che ci vuole silenti, laboriosi, onesti e rassegnati.
E se poi hai pure scritto un romanzo in cui il protagonista è “riconosciuto” come tuo alter ego, ecco che i pensieri del personaggio ti vengono in qualche modo ascritti, limitandosi a riportare nelle carte quanto scelto dall’editore per la quarta di copertina, per dimostrare il pensiero nichilista , violento ed irriducibile dell’autore del romanzo stesso, e la sua conseguente pericolosità oggettiva.
Il libro in questione è Io non sono come voi, di Marco Boba, Eris edizioni, e quanto segue è quanto riportato nelle carte: “Io odio. Dentro di me c’è solo voglia di distruggere, le mia sono pulsioni nichiliste. Per la società, per il sistema, sono un violento, ma ti assicuro che per indole sono una persona tranquilla, la mia violenza è un centesimo rispetto alla violenza quotidiana che subisco, che subisci tu o gli altri miliardi di persone su questo pianeta”
La gravità nel considerare l’essere stato per anni un redattore di una radio libera e l’avere scritto un romanzo come prova dello status di “deviante” socialmente pericoloso è la dimostrazione mai celata che in questo paese esiste il reato d’opinione. La libertà è concessa solo se si resta obbedienti e proni, chiunque sviluppi un pensiero critico viene sanzionato, secondo gli inquirenti l’appartenenza all’ideologia anarchica è motivo per essere messi al bando, malgrado la “loro” Costituzione affermi esattamente il contrario.
La futura libertà di Marco verrà discussa alle 9,30 del 21 aprile in aula 7 del tribunale di Torino. Sarà un’occasione per stargli a fianco con amore e rabbia
Solidali con chi lotta e resiste
Libertà per tutti e tutte
da: https://ilrovescio.info/2021/04/03/richiesta-sorveglianza-speciale-alla…
Le dita nella presa in versione arlecchino
- Tra garante delle privacy e ministero dell'interno è scontro sul riconoscimento facciale in tempo reale... o forse no? Il ministero fa finta di non esserci.
- Colpo di stato in Myanmar: bloccato internet... ma solo dalle 18:00 alle 4:00, come se fosse un bar qualunque. Chissà che c'è dietro questo blocco a singhiozzo...
- Google continua a fare spazio nel suo team di etica nell'AI... licenziata un'altra ricercatrice vicina a Timnit Gebru.
- Grande idea di un poliziotto di Los Angeles per non farsi riprendere: sfruttare il sistema che impedisce la pubblicazione di materiale coperto da copyright su Instagram.
- Proposta per una nuova frontiera nel Nevada: se investirai abbastanza per impiantare un'azienda negli spazi disabitati dello stato americano, potrai ottienere i poteri di una contea, inclusa la facoltà di imporre tasse e costituire tribunali.
- Microsoft e Spotify sono sempre all'avanguardia nel brevettare nuove idee, per quanto ridicole.
- Attenzione al software scientifico propietario: una corte d'appello del New Jersey accosente a fare ispezionare il codice sorgente di un software proprietario per l'analisi del DNA, sulla base dei risultati del quale un uomo era stato accusato di omicidio.
- Facebook e l'australia litigano sulle news: più che pagare gli editori facebook preferisce fermare il servizio news.
- In sudafrica trovano una soluzione intelligente al problema dell'end of life di Adobe Flash
- Pornhub chiederà il riconoscimento "biometrico" per uploadare video; la storia inizia qui.
- IoT e cinture di castità: attenzione al gadget smart!
La censura delegata ai privati
Meno di una settimana fa, Facebook ha chiuso molti profili di fascisti in Italia. Aldilà del dibattito su censura e antifascismo, vogliamo parlare di come è successo che la censura venga non solo svolta, ma addirittura demandata ai privati.
Ripercorriamo con questo pretesto una brevissima storia del web dal punto di vista della centralizzazione e della censura, cercando di trovare i motivi che hanno portato a questa nuova situazione.
In una corrispondenza presentiamo l'hackmeeting iberico: 20-21-22 a errekaleor (Gasteiz / Vitoria).
Ultima notizia: l'ICE limita l'accesso ad un numero verde di aiuto legale ai migranti detenuti dopo una puntata di Orange Is the New Black in cui questo numero verde veniva mostrato, guadagnando così notorietà.