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Siria

Siria: il vero volto del nuovo regime

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In studio, con la giornalista e fotoreporter Elisa Gestri, parliamo di Siria, iniziando dal fatto che, dopo l'iniziale entusiasmo per la caduta di Assad, il nuovo regime ha iniziato a mostrare il suo vero volto, con violente campagne di epurazioni di civili rivolte in particolare contro la minoranza alawita, ma anche verso drusi, cristiani e sunniti moderati. Nel paese è stata recentemente promulgata una nuova Costituzione provvisoria basata, come unica fonte di diritto, sulla Sharia.

Affrontiamo quindi la questione dei rapporti tra Italia, Unione Europea e nuovo governo siriano, per allargare poi lo sguardo verso i tanti orizzonti geopolitici che si vanno progressivamente  prefigurando nell'area.

 

Siria tra legge islamica e diritti delle donne

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Insieme a una compagna siriana che vive in Italia, portiamo avanti una serie di riflessioni sulla situazione attuale della Siria, sul clima di paura e di instabilità, in particolare per le donne, che ha investito il paese anche a seguito dell'approvazione della Costituzione provvisoria da parte del governo, ispirata alla Sharia.

Al termine della corrispondenza, la telefonata di un compagno di Rete Kurdistan si focalizza sulla situazione del territorio dell'Amministrazione autonoma del NE, attualmente bombardato dalla Turchia con il supporto dell'Isis.

Dalla Siria al Libano sulle note di Fairuz

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Con Elisa, reporter appena rientrata in Italia dopo  essere stata in Siria, proponiamo un aggiornamento sulla situazione del paese parlando delle perplessità sull'operato del governo provvisorio, delle condizioni di vita delle minoranze (alawiti, drusi, cristiani), del clima di paura che si respira nelle città, della frammentazione e dell'instabilità politica.

Segue un aggiornamento su quanto accade in Libano dove, a fronte della grave crisi economico finanziaria e delle devastazioni provocate dalle guerra, il 27 gennaio, allo scadere del cessate il fuoco, l'esercito israeliano ha rifiutato di ritirarsi dal sud del paese e forti ombre si addensano sul nuovo governo, presieduto da Joseph Aoun.

Oggi presidio per la libertà delle donne e una Siria democratica

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A 12 anni dal triplice femminicidio di tre attiviste curde a Parigi, Sakine Cansız (Sara), Fidan Doğan (Rojbin) e Leyla Şaylemez (Ronahî), la comunità curda in Europa e nel mondo e le organizzazioni solidali con il movimento delle donne curde come la Rete JIN, la rete Kurdistan, Non Una di Meno e il Comitato di Jineoloji in Italia, scendono in piazza oggi, 9 gennaio, alle 17.30 a Campo de’ Fiori, per chiedere verità e giustizia e per denunciare il ruolo della Turchia nella guerra di repressione e oppressione nelle regioni del Bakur nel sud della Turchia e del Rojava nel Nord-est della Siria a dieci anni dalla liberazione di Kobane da Daesh (ISIS) avvenuta il 26 gennaio 2015.

Ne parliamo con una compagna

Il modello del Confederalismo democratico per tutta la Siria? Venerdi in piazza a Roma

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Con una compagna facciamo il punto sulla situazione in Siria e su quello che potrebbe essere una proposta concreta di diffusione del Confederalismo democratico per tutta la Siria. Questo mentre la Turchia bombarda il Rojava e Israele bombarda Damasco. 

Due gli appuntamenti a Roma per parlarne: mercoledì alle 1830 ad Ararat e venerdì 20 dicembre alle 1730 corteo da piazza Indipendenza 

 

Il Rojava e la nuova Siria

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Appello per un'assemblea Pubblica - 12 Dicembre 2024 ore 17 - Università La Sapienza
 
Il Rojava e la nuova Siria
 
Il progetto di convivenza, democrazia diretta e autodeterminazione nata dalla Rivoluzione del Rojava corre un pericolo esistenziale a seguito dell’escalation innescata dall’offensiva congiunta di Hay'at Tahrir al-Sham (HTS) e dell'Esercito Nazionale Siriano (SNA), supportati dalla Turchia.
In seguito alla presa di Aleppo, l’SNA ha iniziato un’offensiva che ha portato all'occupazione di Tal Rifaat e Shebah, costringendo circa 200.000 civili ad abbandonare le loro case.
Ora, l’SNA attacca incessantemente la città di Manbij. Questo assalto si inserisce in un contesto di crescente violenza, che minaccia la stessa esistenza e il modello di coesistenza dei popoli in Siria, la cui resistenza è guidata dalle Forze Siriane Democratiche (SDF) e dalle Unità di Protezione del Popolo e delle Donne (YPG/YPJ).
La Turchia gioca un ruolo determinante in questa offensiva, appoggiando direttamente gruppi jihadisti e milizie responsabili di violazioni dei diritti umani, come confermato da numerosi rapporti internazionali.
La Rivoluzione del Rojava, che ha promosso la democrazia diretta, la parità di genere e la convivenza pacifica, è oggi a rischio. La resistenza curda contro l'ISIS è stata un faro di speranza, ma il Rojava è ora è nuovamente minacciato da un nemico che mira non solo a distruggere la popolazione curda, ma anche i valori di libertà e giustizia che esso ha costruito.
La fine del decennale regime di Bashar al-Assad potrebbe rappresentare un nuovo capitolo nella storia del paese e l'inizio di un dialogo per la costruzione di una Siria inclusiva e democratica. Affinché questo avvenga, è necessario rimanere vigili e difendere i guadagni della Rivoluzione del Rojava e il diritto dei suoi popoli a partecipare alla costruzione della nuova Siria.
Per queste ragioni, invitiamo tutti e tutte a partecipare all'assemblea pubblica si terrà il 12 dicembre alle ore 17 presso l'Aula Majorana della Facoltà di Fisica dell'Università La Sapienza di Roma