A pochi mesi dall'attentato di Parigi, colpisce il modo in cui le diplomazie e i media si occupano della strage di Suruc. A sottolineare, se ce ne fosse ancora bisogno, la differenza che passa tra la propaganda occidentale antiterrorismo e la lotta reale contro i fascisti dell'Isis che si svolge al confine turco-siriano.
Un aggiornamento da Kobane, dove infuria la battaglia tra resistenti curdi e curde dell'YPG contro i seguaci dello Stato Islamico. Permane il rifiuto del governo turco di aprire corridoi interni al paese per garantire il rifornimento di armi e viveri alla guerriglia curda.
Il secondo è il racconto da Sinem Mohammed, amministratrice locale dei cantoni del Rojava, sulla rivoluzione in Rojava, la guerra di Isis e la resistenza di Kobane.
Il terzo è l'intervento di Nursel Kilic "Donne rivoluzionarie e femministe. Un ricordo delle tre compagne kurde Sakine, Fidan e Leyla uccise il 9 gennaio 2012 a Parigi".
E' già da ieri che l'isis è entrato nel lato est della città di kobane. La difesa della città è molto grande. Oggi kobane è sotto pericolo di genocidio perchè l'isis sta entrando su tutti e tre i lati di kobane. Continuano le proteste dei curdi al parlamento europeo.
La questione siriana e l’attuale evoluzione, l’intervento sempre più diretto delle potenze occidentali, il ruolo della Turchia, della Russia e la situazione libanese. La variegata opposizione interna e la questione curda alla luce delle ultime dichiarazioni di Ocalan. Ne parliamo da Beirut con Lorenzo Trombetta, giornalista Ansa, da anni nella regione, per cercare di fare un po’ più di chiarezza su una delle crisi più complicate del Medio Oriente contemporaneo.
Gli Stati Uniti d'America sosterranno militarmente i ribelli in Siria dove continua una guerra civile che sembra non avere vie d'uscite. Un approfondimento su un'area, quella mediorientale ancora in grande trasformazione mentre si parla di pace Israele e Turchia e del cessate il fuoco da parte di Ocalan. Chi si accaparrerà la Siria? Quando le istanze della popolazione vengono o verranno ascoltate? Ne parliamo anche con Flavio Signore coregista insieme a Danilo Licciardello del documentario Siria, rivoluzione, occupazione o guerra sante? (56'13'')
Testimonianza di un dissidente siriano: Tarek al-Ghorani
L’intervista della redazione a Tareq al-Ghorani, dissidente siriano. Nato nel 1988, di formazione ingegnere, Tarek è uno degli attivisti siriani per i diritti umani più conosciuti. Tra i promotori tra l’altro dell’iniziativa “a week of graffiti for freedom” tenutasi in Siria nella settimana dal 14 al 21 aprile 2012. In Egitto, un progetto equivalente proposto qualche tempo prima aveva come titolo “A violent week of graffiti”. L’iniziativa promossa in Siria è rivelatrice dell’atteggiamento di Tarek nei confronti dell’insurrezione siriana, da pacifista convinto.
Detenuto nelle carceri siriane per circa 4 anni, Tarek ha usufruito dell’amnistia accordata nel paese nell’estate del 2011. Dopo pochi mesi è costretto all’esilio in Tunisia, dove attualmente si trova.
La sua testimonianza rivela le profonde differenze esistenti in seno all’opposizione siriana, tra chi vede nella lotta armata l’unica soluzione e chi invece la percepisce come un accidentale corso degli eventi. Emblematici anche i suoi silenzi di fronte a domande specifiche e dirette da parte dei redattori della radio. Una testimonianza, per questo quindi parziale, ma sempre utile.