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Gaza

26 febbraio, flash mov di Sanitari per Gaza in tutta l'Italia

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In comunicazione telefonica con Paola, di Sanitari per Gaza, abbiamo parlato dei flash mov che avrano luogo, questo giovedì 26 febbrario tra le 13:30 e le 14:30, in diverse strutture ospdedaliere e sanitarie di tutta Italia per manifestare contro il bando di Israele alle Ong che si rifiutano di consegnare i nomi del personale palestinese e per difendere il diritto alla cura e alla solidarietà, la libertà di espressione e dissenso.

Diario di uno chef sotto assedio

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"Diario di uno chef sotto assedio" è un viaggio attraverso le parole e gli occhi di Alamarin, chef pizzaiolo professionista gazawi, volontario nella cucina da campo gestita da @a.c.s. Negli ultimi due anni, insieme a un team di altrx volontarix, ha sfamato ogni giorno circa 10.000 famiglie. E se credete che sia impossibile aprire un ristorante e mettere su un foodtrack nel mezzo di un genocidio, vi presentiamo Mohamed Alamarin.

Qualche giorno dopo il 7 ottobre 2023, Mohamed inizia a scrivere una corrispondenza in cui descrive 100 giorni del genocidio in cui gli interlocutori sono non solo amici e amiche ma anche il mondo che resta a guardare inerme dietro gli schermi. 

Un'analisi politica lucida e impietosa delle infami atrocità che rimarranno nella storia, vissute in prima persona sulla propria pelle. Inchiodando l'Occidente alle proprie responsabilità, senza perdere mai una sensibilità narrativa che è nell'anima palestinese. La parola si fa resistenza, sumud. Oggi come ieri. 

Il podcast è la trasposizione di questa corrispondenza: leggeremo una pagina del diario nello stesso due anni dopo, prima in italiano e poi nella lingua originale, l'arabo. 

Ci auguriamo che le parole di Mohamed possano arrivare a più persone possibile e che i suoi sogni, le sue passioni, come quelle di ogni palestinese, possano concretizzarsi e che Mohamed possa infine essere riconosciuto come un grande chef. 

Caro Mohamed sappi che per noi colleghx chef, e per tutto il mondo, lo sei già! Grazie per la fiducia e per aver condiviso le tue parole con noi!

Dal fiume al mare Palestina libera!

Il podcast va in onda su Radio Onda Rossa alle ore 10 e su Radio Quar alle ore 16.

Illustrazione di Marta Mosca (Collettivo BandaGialla)

13 febbraio al Forte Prenestino: Pro-Pal, per la giustizia universale

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In questo redazionale abbiamo parlato con una compagna solidale con la Palestina, residente in Germania, sulla presentazione del documentario "Pro-Pal. Per la giustizia universale", realizzato da G.A.Z.A. Project, che si terrà il venerdì 13 febbraio durante l'evento Reggae music fi Palestine al Forte Prenestino, nell'ambito dell'iniziativa 100x100Gaza. Lei ci ha raccontato com'è la situazione del movimento solidale con la Palestina in Germania, della repressione che subisce e della necessità di continuare a parlarne e di trovare sempre nuove forme di resistenzza e solidarietà.

Italia - Palestina: attacco alla libertà di stampa e di parola

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Con Chiara Cruciati, giornalista del Manifesto,riflettiamo a tutto campo sulle diverse forme di repressione e censura a cui vengono sottoposte tutte le manifestazioni di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese. Il caso più violento ed eclatante è costituto senza dubbio dalla repressione portata avanti da Israele stessa, che continua a uccidere giornalisti e giornaliste di Gaza anche dopo l'avvio della cosiddetta "tregua", precludendo l'accesso agli inviati internazionali nella striscia e nel resto della Palestina occupata. Al riguardo, va anche considerata la campagna che Israele sta portando avanti contro le ONG attive nei territori, che può essere letta come un'ulteriore forma di censura. Ci soffermiamo, quindi, sui diversi DDL, recentemente proposti in Italia, che accolgono la definizione di antisemitismo, ormai ampiamente screditata, dell'IHRA, che promuove l'equiparazione tra antisemitismo ed antisionismo rendendo nei fatti impossibile qualsiasi critica allo stato di Israele. La riflessione si allarga infine a una valutazione generale sull'atteggiamento della stampa italiana, che ha avallato e silenziato in modo quasi sistematico il genocidio a Gaza a partire dal 7 ottobre. 

Dub Grade

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Diciannovesima puntata (nonostante i calcoli del nostro Ufficcio Puntate, Cifre e Numeri Vari), della Stagione 25/26, di Militant Dub Area sul 87.9 di Radio Onda Rossa.

Con il nostro ormai clasico trio, formato da Samer, Mariano e Barabbas, abbiamo proposto una puntata con informazione e musica. Durante la prima ora abbiamo fatto un giro per l'Italia con alcune notizie provenienti da Milano, Roma e Torino. Poi, abbiamo commentato la notizia sulle cifre delle vittime del genocidio in Gaza riconosciute dalle stese IDF.

Nella seconda metà abbiamo avuto come ospite nello Studio 2 di Via dei Volsci a Filippo, outta Immiroots Sound System. Con lui abbiamo ascoltato tanta musica grazie alle sue selections, ma abbiamo anche presentato due nuove tunes della loro produzione, in collaborazione con Ranking Joe e Blue Shepperd

Buon ascolto!

 

La Playlist:

Sly Dunbar - Mr. Bassie
Dennis Brown - Revolution
Sly Dunbar - Triplet
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Ken Broothe - Who gets your love
Yabby You - I am just dread
Jah Vakton - From Jamaica to Nigeria
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Mystic Music - Hard rock
Lancy Rankin - Life
Bitty Mc Lean - It's running over
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Immiroots meets Ranking Joe - High grade
Blue Shepherd meets Immiroots - Dub grade
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Jennifer - Do his works
Sharon Little - Mash up creation
Pablo Gad - Times hard
Lyrical Benjie - Gone this ya style (Rub a dub style)
Nadine Sutherland - Una me blood
Martín Campbell - Ignorance and Poverty
Immiroots & Sun System Hi FI meets SaxndDub - Summer love (dubplate)

Palestina. Resistere con la cultura

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In studio, con una compagna e un compagno, tornati da un viaggio in Palestina, facciamo il punto sulla situazione in Cisgiordania, dove la popolazione palestinese continua ad essere oggetto delle violente aggressioni dei coloni e dell'IDF; in particolare, l'accesso all'acqua per i palestinesi è limitato, con erogazioni ridotte a qualche giorno a settimana; i pozzi vengono sistematicamente cementificati dall'esercito e le falde sono inquinate dagli sversamenti di industrie israeliane; inoltre, in tutta la Cisgiordania si respira un clima di paura, stanchezza e dolore, anche a seguito delle notizie che arrivano da Gaza, dove la tregua non è mai iniziata e il genocidio continua. Passiamo quindi a tracciare un quadro delle future mobilitazioni a fianco della popolazione palestinese, nella consapevolezza che è necessario tenere alta la guardia anche su quanto accade più vicino a noi. Parliamo del corteo previsto per sabato 13 dicembre, con concentramento alle ore 14:00 a Piazza Vittorio, e dell'iniziativa "Radici creative. Resistere con la cultura" che si svolgerà domenica 14 dicembre, alle 10.30, al Parco Garbatella  in via Rosa Raimondi Garibaldi, dove verranno presentate due campagne, la prima per la liberazione dei prigionieri politici palestinesi e la seconda per avviare la raccolta fondi a favore del campo invernale del "Jenin Creative Cultural Centre", le cui attività, dedicate ai bambini, costituiscono un'importante forma di resistenza quotidiana della popolazione della Cisgiordania.

Genocidio e profitto: Gaza nel nuovo ordine coloniale

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Il progetto della “Nuova Gaza” non è un piano di ricostruzione, ma l’ultima declinazione di un colonialismo accelerato che trasforma devastazione e morte in opportunità di governo e profitto. Qual è la logica del piano Trump su Gaza? La costruzione di uno spazio meticolosamente controllato e depoliticizzato, cioè pacificato, per la circolazione, il consumo e la produzione del capitale. Come spiega Alberto Toscano in questa intervista e all'interno del suo articolo pubblicato su Machina rivista di Derive Approdi https://www.machina-deriveapprodi.com/post/colonialismo-accelerato-un-piano-contro-la-palestina, la "Nuova Gaza" servirebbe a convertire la Striscia nel centro dell’architettura regionale filoamericana, garantendo potere economico, politico e militare sul flusso di energia, capitale e merci.
In questo scenario, la ricostruzione è solo il linguaggio che maschera una riorganizzazione neocoloniale: un’operazione che integra il genocidio in corso in un disegno più ampio, rendendolo non un eccesso tragico, ma una condizione funzionale al nuovo regime di accumulazione primitiva. Così, per Trump, Netanyahu e Blair, "a Gaza si può costruire una riviera solo sulle ossa dei morti".

Parlami di Gaza a Terni

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Parlami di Gaza è arte, musica e testimonianza in un'unica esperienza. E' la cultura viva di tre giovani palestinesi che ti arriva addosso. Una cultura che è memoria resistente, è un archivio vivente che attraversa generazioni e frontiere nonostante tentativi sistematici di cancellazione. Da oltre 77 anni il popolo palestinese porta una storia ferita che ci riguarda e che oggi più che mai ci spinge ad impegnarci nei modi più diversi per smascherare le logiche genocidarie che cercano di cancellare un intero popolo. La cultura come gesto politico, come forma di responsabilità collettiva è sicuramente uno dei tanti insegnamenti del popolo palestinese che abbiamo deciso di fare nostro e sostenere, sperando che tante altre persone si lasceranno contagiare.

Vi aspettiamo a Terni, sabato 6 dicembre a Palazzo Gazzoli in Via del teatro Romano 13  alle ore 18:00 avrà inizio lo spettacolo teatrale. Lo spettacolo è gratuito. L'ingresso sarà libero fino esaurimento posti. Info e prenotazione (non obbligatoria ma gradita): visionihandala@inventati.org

29 novembre: torniamo in piazza per la Palestina

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Con un compagno palestinese, commentiamo e denunciamo quanto sta accadendo in Cisgiordania, dove si sta assistendo a un rinnovato picco di arresti e deportazioni, non solo da parte di Israele, ma anche dell'Autorità Nazionale Palestinese. In Cisgiordania, infatti, la popolazione continua ad essere aggredita dal colonialismo di insediamento sionista, affiancato dalle forze dell'esercito israeliano, con politiche di sfollamento forzato, arresti, omicidi e violenze. Riflettiamo anche sulla nuova divisione della striscia di Gaza, attraverso le linee gialle e le linee verdi previste dal cosiddetto "piano di pace" Trump, che sembrano costituire il presupposto di nuove forme di colonizzazione e di negazione dell'autodeterminazione della popolazione palestinese. Parliamo poi del percorso di avvicinamento alla manifestazione nazionale del prossimo 29 novembre, incentrata sul contrasto alla finanziaria di guerra voluta dal governo Meloni che rende l'Italia, terzo fornitore di armi ad Israele, complice del genocidio della popolazione palestinese. Nella parte finale della corrispondenza, affrontiamo la tematica dell'intensificarsi delle campagne di arresti all'interno dei territori controllati direttamente da Israele, che hanno colpito quadri politici, sindacali e organizzazioni palestinesi.