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femminismo

Le trasmissioni dell'estate " Riflessioni femministe sullo stupro"

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Durante l’estate, manderemo sempre nel nostro orario sintesi, approfondimenti, commenti, registrazioni…….

Le Trasmissioni dell’estate/ mercoledì 1 luglio 2015

“Riflessioni femministe sullo stupro”

http://coordinamenta.noblogs.org/post/2015/07/08/riflessioni-femministe-sullo-stupro/

MATERIALI

i materiali di seguito riportati sono quelli che abbiamo nominato a vario titolo negli approfondimenti o che abbiamo visionato, ma con cui non necessariamente concordiamo.

– susan brownmiller “Contro la nostra volontà” (1976)

– joanna Bourke “Stupro. storia della violenza sessuale” (2009)

– te paske “Il rito dello stupro: il sacrificio delle donne nella violenza sessuale” (1987)

– marco cavina “Nozze di sangue” –> il capitolo II sul diritto di proprietà sul corpo del coniuge (in particolar modo della moglie) e sul debito coniugale (medioevo ed età moderna)

– angela davis “Bianche e nere”(1985)

– lorenzo benadusi ” Lecito e illecito. nascita della sessuologia e invenzione delle perversioni nell’italia tra 800 e 900″, zapruder n.6, genn-apr 2005.

– chiara volpato “Deumanizzazione” (2011) cap. sull’oggettivazione sessuale

-“Diario del mese”-rivista-numero monografico sullo stupro , n.6, 2006, reperibile alla Fondazione Lelio e Lisli Basso.

Quell* che non hanno il genere, ma hanno la classe del 24/06/2015 "Resistere Esistere Persistere"

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http://coordinamenta.noblogs.org/post/2015/06/27/resistere-esistere-persistere/

Da “I Nomi delle Cose” del 24/06/2015

Quell* che non hanno il genere, ma hanno la classe,la rubrica di Denis ogni ultimo mercoledì del mese.

 

Resistere Esistere Persistere

(…..)Avevo conosciuto due persone
la ragazza che non sono
il ragazzo che pensavo di non poter essere
ma poi ho deciso di emanciparmi
anche se non esistono centri antiviolenza
per proteggere uno da sè stesso
non esistono, no
la normalità è incoscienza
mi manca e non m’interessa
che l’ultima democrazia si impicchi
con le budella dell’ultimo sociologo
sono ancora vivo
sono ancora qui.

Non sono

Non sono
non sono un’altezza un peso
non sono un sesso, un genere
una casella in un modulo.
Non sono il posto dove vivo. dove sono nato.
non sono tutti quei luoghi dove sono stato,
ma quelli verso cui vado.
Sono il mio vero nome,
quello che mi sono scelto.
Sono i libri di cui amo l’odore,
i film che non oso vedere,
sono ciò che mi imbarazza,
le persone che mi piacciono,
il profumo delle patate nel forno:
le mie battute che non fanno ridere,
ed anche le stupidaggini divertenti.
Sono un milione di piccole cose,
ma evidentemente ognuno sceglie
di vedere il milione di cose
che non sono.

Scrivere viene faticoso e spontaneo

(…..)Le linee rosse cerchiano errori sui fogli e sui polsi,
alcuni si riscrivono, si cicatrizzano, altri cascano nei pozzi
ma se è quello dei desideri o dei sogni irrealizzabili
si può scoprire soltanto a posteriori:
tutto questo pare sia una reazione chimica
fra fogli bianchi penne e neurotrasmettitori.
Non voglio non voglio non voglio schiattare in corpo
di cirrosi empatica
che ormai mi alzo alle cinque del pomeriggio
passando la notte insonne a lacerare la s/volta celeste
con una catenina elettrizzante di fili di cotone
e se mi sveglio la mattina vado a intingere la penna
nella rugiada dei segnali stradali
che ormai ho finito pure l’inchiostro antipatico
che ormai i castelli per aria li voglio in calcestruzzo
che ne ho abbastanza della liberale tolleranza
di incrinarmi le costole.
Ri/parto da me senza biglietto e fogli di via
con una valigia di tetrapak e un profumo da discount.
Non ci sarà nessuno a salutarmi e nemmeno io,
viaggerò seduto sul sedile posteriore
a disegnare sulla condensa del finestrino.
Non aspettatemi.

L’autostima è una truffa da telemarketing

Ho paura.
E schifo gli eterni coraggiosi.
Perché ho paura persino
di fare una carezza.
Di uscire fuori dal portone del palazzo.
Delle grate sui marciapiedi.
Degli insetti.
Quando porto le chiappe in piazza
ho paura che i sassi lanciati
mi ritornino dritti in fronte.
Non ricordo mai i nomi.
In mezzo a tutti quelli dai discorsi grandi
ho paura di sbagliare teorie e congiuntivi.
Quando sono emozionato balbetto.
i migliori saranno anche folli,
ma io mi sento soltanto pazzo
senza nessun particolare talento.
Non sopporto le anime belle
con le vite di cristallo
che poi sono vetri sotto i piedi
ficcati nella carne.
M’innamoro degli sconosciuti
per poi scartarli quando li conosco meglio.
Non ho mai messo le corna a nessuno
in compenso tradisco le aspettative.
Dentro e fuori questa stanza
non c’è altro che tempesta
e l’autostima è un’enorme truffa
da telemarketing.

Denis/Frantic

https://effettofarfalla.noblogs.org/tag/solipsismo-esistenzialista/

 

Trasmissione del 24/06/2015 "Jade Helm"

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http://coordinamenta.noblogs.org/post/2015/06/27/podcast-della-trasmissione-del-24062015/

 

Questa è l’ultima trasmissione dell’anno politico, ci risentiremo  il primo mercoledì di ottobre, ma nel frattempo rimanderemo per macro argomenti alcune sintesi di quello che abbiamo trattato in questi mesi.

  Puntata del 24/06/2015 “ Jade Helm”

Immagine rimossa.

“Resistere esistere persistere/ Jade Helm ovvero come farci diventare tutt* delator*, collaborazionist* e spie/ Poveri e povertà/ Quell* che non hanno il genere, ma hanno la classe/A proposito di me”

 

La Parentesi del 24/06/2015 " Pover* e povertà"

Data di trasmissione
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http://coordinamenta.noblogs.org/post/2015/06/25/la-parentesi-di-elisabetta-del-24062015/

 

“Pover* e povertà”

Immagine rimossa.

Nella tradizione cristiana che tanta parte ha avuto nella storia dell’Europa e di questo paese, la chiesa rifacendosi alla frase riportata nel vangelo, quella che dice “è più facile che un cammello entri nella cruna di un ago che un ricco vada in paradiso”, ha prestato molta attenzione ai poveri assolvendo, però, un ruolo di assopimento della loro voglia di lotta e della loro capacità di riscatto con una cultura che teorizzava che le povere e  i poveri avrebbero avuto il premio per le pene e le miserie di questa vita in quella dopo la morte.

Non solo, ma facendo proprie le teorie di Tommaso d’Aquino secondo cui ci si salva attraverso le opere, invitava i ricchi e i potenti a fare elemosina per guadagnare il paradiso. Così il cerchio era chiuso, i poveri accettavano la loro condizione e i ricchi e i potenti si mettevano a posto la coscienza.

Il tutto veniva fatto rientrare nell’ordine naturale delle cose.

La rivoluzione d’ottobre ha scompaginato questa impostazione quando il comunismo si è fatto potere. Attese millenaristiche e catartiche c’erano sempre state, ma la novità rappresentata dalla rivoluzione bolscevica è stata enorme, queste attese, per dirla come la chiesa cattolica, si sono fatte carne e sangue.

La condizione delle classi subalterne entra prepotentemente nello scenario della storia e della politica.

Il capitalismo adotta la soluzione socialdemocratica, comincia a parlare di guerra alla povertà, prospetta soluzioni riformatrici gradualistiche. Viene propagandato l’ immaginario di un progresso lento ma ineluttabile, un continuo miglioramento delle condizioni dei poveri e dei subalterni/e. Ma è dalle lotte dei lavoratori e delle lavoratrici che  vengono a cascata i contratti nazionali di lavoro, lo stato sociale e la sanità e l’istruzione pubbliche…..

Anche in campo internazionale il vento del comunismo e il rifiuto della cultura colonialista portano le lotte di liberazione nazionale. Quando i paesi affrancati dal colonialismo si trovano a fare i conti con una popolazione impoverita  dalla predazione coloniale, viene coniata la teoria del  “desarrollo”, l’equivalente delle teorie socialdemocratiche nostrane applicate ai paesi del terzo mondo che avrebbero potuto così godere di un miglioramento delle condizioni economiche e di un continuo progresso.

Il neoliberismo, l’attuale ideologia vincente, con la complicità della sinistra riformista e socialdemocratica che ha cambiato pelle ed è diventata destra moderna, ha rimosso dall’immaginario l’idea di comunismo e di libertà.

La povertà, quindi, non è più un crimine perpetrato dalla società, ma una colpa dei poveri. Viene introdotto un approccio che può essere definito  “razzismo di classe” nei paesi occidentali con un ritorno all’equazione ottocentesca  poveri uguale delinquenti, quartieri popolari uguale sentine di ogni bruttura.

Il ritorno all’ottocento è uno dei tratti caratteristici della società neoliberista..

Allo stesso tempo, nei paesi del terzo mondo, l’ ”uomo bianco” ha la pretesa, come nell’ottocento, di emancipare quei popoli, che non sarebbero in grado di gestirsi da soli, naturalmente per colpa loro, perché brutti, sporchi, cattivi e ignoranti.

Da qui le così dette  “guerre umanitarie” che altro non sono se non neocolonialismo.

E’ il ritorno alla cultura protestante, che non a caso coincide con l’ascesa politica della borghesia:  la ricchezza è il segno della benevolenza di dio. Concetto che tradotto in termini laici significa che si è ricchi perché si è più intelligenti e capaci.

Infatti ora, nella stagione neoliberista, una porzione della borghesia, quella transnazionale, si pone come aristocrazia e ha sostituito Versailles con Washington.

E’ il trionfo dell’innatismo e dell’idealismo, si è quello che si è per nascita e non per le vicende economiche, storiche, politiche e sociali.

La povertà è una colpa e la ricchezza è un merito. Omettendo completamente che i ricchi, quelli che ce l’hanno fatta, sono spesso i più corrotti, i più servili, i delatori, quelli senza scrupoli, e, a livello di nazioni, sono quelle che seminano morte  e distruzione quando non arrivano a veri e propri genocidi.

Teorizzare che essere ricchi e potenti è per meriti propri non è altro che la trasposizione della lettura religiosa che quello che accade l’ha  voluto dio, omettendo le dinamiche sociali ed economiche e dimenticando, altresì, che per diventare ricchi e potenti si sdoganano e si materializzano gli aspetti peggiori dell’essere umano.

In questo si realizza l’etica nazista del suprematismo di razza e di classe che, infatti è un’altra delle caratteristiche precipue del neoliberismo.

Il neoliberismo nel suo dipanarsi e nel suo realizzarsi, ha suscitato in maniera chiara e compiuta la necessità di un progetto di rottura rivoluzionaria per  i paesi occidentali e per i popoli del terzo mondo, progetto a cui noi, come femministe materialiste, intendiamo dare tutto il nostro apporto nella consapevolezza che non ci sono altre strade percorribili.

 

Trasmissione del 17/06/2015 " Il nostro destino è segnato?"

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http://coordinamenta.noblogs.org/post/2015/06/19/podcast-della-trasmissione-del-17062015/

 


Puntata del 17/06/2015 “Il nostro destino è segnato?”
 
I bambini non sono innocenti,
sono imputati in attesa di giudizio.
I bambini vengono al mondo già colpevoli
nel misfatto di non essere nati
a immagine e somiglianza
delle illusioni.” Denis/Frantic
 
Immagine rimossa.
 

” Bambine, bambini e la selezione di genere e di classe/Le nuove frontiere del neoliberismo/ Putin/La comunicazione“

 
 

La Parentesi del 17/06/2015 "Putin"

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http://coordinamenta.noblogs.org/post/2015/06/18/la-parentesi-di-elisab…

 

“Putin”

Immagine rimossa.

Putin, prendendo a pretesto l’Expò, ha fatto una visita di un giorno in Italia. A Milano ha detto che le sanzioni economiche nei confronti del suo paese provocano danni enormi all’economia italiana e in particolare al comparto agro .alimentare, cioè ha ricordato quello che tutti già sanno, che l’Italia subisce un grave danno economico ed occupazionale per le limitazioni nei confronti della Russia imposte dagli Usa, limitazioni a cui l’Italia con la scusa dell’appartenenza all’Unione Europea, ha aderito.
In un’ intervista a due giornalisti del Corriere della Sera ha altresì ricordato quello che tutti già sanno e volutamente omettono o fanno finta di dimenticare cioè che gli Stati Uniti hanno ufficialmente trecento basi all’estero e duecento agenzie di informazione e investono per la spesa militare da soli più di tutti i paesi del mondo messi insieme. Naturalmente queste sono le cifre ufficiali.
Putin, poi, è venuto a Roma e ha incontrato il papa per ribadire che la Russia vuole e persegue la pace. Ha pensato che fosse la visita in Vaticano l’occasione giusta per dare risalto a questa aspirazione.
La scelta dell’interlocutore potrebbe anche essere stata indovinata perché Francesco I, finora, ricorda Benedetto XV, il papa della prima guerra mondiale che lanciò invano tanti moniti e appelli per la pace.
Però, Putin, un errore sicuramente l’ha fatto. Aveva il ricordo di un’Italia che, pur nell’ambito dell’alleanza atlantica, manteneva dei margini di autonomia che si esprimevano in un ruolo privilegiato nei confronti del mondo arabo e delle ex colonie. Ma non ha tenuto conto del fatto che tutto questo è finito. L’Italia da paese a sovranità limitata è diventata una colonia. Le recenti vicende libiche ne sono una manifesta dimostrazione.
La sera, a Fiumicino, in partenza per Mosca, ha voluto incontrare Berlusconi, ricordando, a chi ha la memoria corta, che le disgrazie dell’ex primo ministro italiano sono dovute essenzialmente a quei margini di autonomia e di asimmetria che erano nel solco della politica economica ed estera democristiana.
Berlusconi è stato mandato ai servizi sociali, Blatter è stato costretto a dare le dimissioni, Strauss Kahn ha dovuto lasciare l’FMI ed è stato assolto dopo diversi anni dall’accusa di sfruttamento della prostituzione.
Il quadro geopolitico è completamente cambiato, gli Stati Uniti perseguono una politica di potenza imperialista unipolare, si pongono come Stato del capitale ed ammettono solo potenze imperiali regionali, comunque subordinate in modo piramidale all’impero statunitense, situazione che assume tinte fosche e drammatiche perché negli Usa comandano le multinazionali, le istituzioni politiche sono loro subordinate, eseguono le loro direttive e usano le articolazioni dello Stato come braccio esecutivo delle loro mire e progetti.
Questo è il senso dell’aggressione alla Jugoslavia, all’Iraq, alla Libia ed ancora alla Siria e all’Ucraina.
A proposito di quest’ultima, molte uccisioni in piazza sono state fatte scientemente da agenti statunitensi come quelle d’altro canto in Lituania di cui si hanno adesso le prove. Sempre in Ucraina, al governo ci sono i nazisti e i fantocci filo americani si prestano ad ogni provocazione, come del resto i dirigenti delle repubbliche baltiche.
Le multinazionali anglo-americane hanno la pretesa di voler trasformare la Russia in una colonia a cui predare le ricchezze naturali e la Cina in una grande fabbrica e in un mercato aperto alla loro espansione e hanno messo in preventivo una guerra mondiale.
Un conflitto internazionale è nella natura autoespansiva del capitale.
Le preoccupazioni rispetto a questo scenario sono lecite e non si rimuovono prendendolo alla leggera, liquidandolo come complottista e catastrofista e tanto meno mettendo la testa sotto la sabbia.
E’ necessario, prima di tutto fare chiarezza fra noi.
Tutti/e quelli/e che, ancora, in nome di principi tanto nobili quanto astratti, confondono l’aggredito con l’aggressore, parlano di rivoluzioni popolari là dove non ce ne sono e si accodano alla strategia statunitense, oggi non possono più accampare scuse.
Il gioco è scoperto e di facile lettura, e quindi non sono più utili idioti, ma altro, qualche cosa di peggio.
E’ necessario sconfiggere politicamente il PD che ha il compito di naturalizzare il neoliberismo in Italia ed è il terminale degli interessi delle multinazionali anglo-americane ed è il riferimento dei circoli atlantici.
Vediamo di uscire dalla Nato e non per motivi ideologici, non solo perché non vogliamo essere complici dei crimini che questa compie in tutto il mondo, ma anche e soprattutto perché in un eventuale conflitto mondiale il paese che pagherà di più in termini umani e ambientali sarà proprio l’Italia.