Nel mese di agosto Vincenzo era stato arrestato in Francia per dei fatti legati al G8 di Genova. Oggi la corte di appello di Rennes ha stabilito che il mandato di arresto europeo era irregolare e quindi si sta procedendo alla sua scarcerazione. In collegamento telefonico con una compagna ci aggiorniamo su quanto avvenuto nella giornata di oggi.
Venerdi 18 Ottobre è iniziato il processo a carico di compagni e compagne, colpiti dalla repressione lo scorso Febbraio, nella cosiddetta operazione "Renata". Torniamo a parlarne in collegamento telefonico con un compagno.
Brasile. Si parte dall'uccisione della bambina di 8 anni Aghata nella zona di Rio De Janeiro da parte della polizia per far emergere la politica repressiva e tesa a far crescere la paura per poi giustificare gli interventi violenti della polizia stessa.
Dopo lo sgombero dell'Asilo occupato a Torino per le strade della città si è espressa una solidarietà determinata e combattiva. Venerdì scorso, la polizia è andata a bussare alla porta di compagni e compagne accusati a vario titolo di aver partecipato al corteo del 9 Febbraio. Ne parliamo al telefono con una compagna.
In collegamento telefonico con un compagno torniamo ad aggiornarci sulla situazione ad Atene nel quartiere di Exarchia e della risposta da parte di compagni e compagne. Di seguito il collegamento fatto in trasmissione a ridosso dell'inizio delle operazioni di sgombero.
Lo scorso 8 agosto Vincenzo è stato arrestato dalla Squadra Speciale Fuggitivi nei pressi di Rochefort en Terre, un piccolo villaggio bretone. Ricercato dal 2012, dopo una sentenza che lo condannava in via definitiva a una pena di circa 13 anni per la sua partecipazione alle giornate del G8 di Genova 2001, Vincenzo mancava dall’Italia da più di 7 anni perché aveva deciso di sottrarsi alla cattura e di vivere libero finché possibile.
Raggiunto da due Mandati d’Arresto Europeo, uno dei quali poi risultato fasullo, oggi si trova nella prigione di Rennes, in attesa che la giustizia francese decida in merito al secondo di questi mandati.
Dal giorno successivo al suo arresto, da Rochefort en Terre, è partita una mobilitazione spontanea che ha presto contagiato altri villaggi della regione. Ad oggi si contano circa 27 comitati in suo sostegno sparsi per la Francia, tutti accomunati dall’obiettivo di ottenere la sua liberazione.
In un’intervista raccolta direttamente sul posto, alcuni partecipanti del comitato di Rochefort, ci raccontano di questa sorprendente solidarietà, del rapido allargamento che l’ha contraddistinta, e di come essa abbia – almeno per ora – contribuito a rallentare l’esecuzione del Mandato d’Arresto Europeo, assumendo la forma imprevista di “un piede nella porta”.
Vi proponiamo un audio ripreso da: https://radiocane.info/ e parliamo delle mobilitazioni in corso in collegamento telefonico con un compagno.
Una compagna ci racconta delle pratiche razziste messe in atto dall'ICE agenzia per il controllo delle frontiere e dell'immigrazione. Ci sono stati già vari casi negli Stati Uniti di persone con cittadinanza americana arrestate e detenute perchè sospettate di essere immigrate irregolarmente nonostante abbiano la cittadinanza americana.