Grazie alla presenza di una compagna negli studi di Radio Onda Rossa continuiamo ad aggiornare sulla situazione in Egitto.
Questa settimana l'intervento riguarda le condizioni di detenzione nelle prigioni del regime di Al Sisi.
Un aggiornamento con una compagna da Gaza sulla chiusura di tutti i valichi; la striscia continua ad essere una prigione a cielo aperto. Parliamo anche dei 700 detenuti politici in sciopero della fame contro la detenzione amministrativa e della decisione del premier israeliano Netanyahu di prendere Lieberman come ministro della difesa di Israele.
Un'altra settimana di mobilitazione in tutto l'Egitto, in particolare al Cairo e ad Alessadria. A scatenare la protesta la decisione del governo di Al Sisi di vendere due isole Tiran e Sanafir all'Arabia Saudita.
Tantissimi i giovani in piazza, più di 400 gli arresti. La repressione in Egitto è sempre più forte e sta colpendo tutti e tutte compresi giornalisti e giornaliste. Sentiamo la corrispondenza con una compagna
“Non siamo disposti ad accettare verità distorte e di comodo e se non ci sarà un cambio di marcia da parte degli inquirenti e delle autorità dell’Egitto, il governo potrà ricorrere a misure immediate e proporzionate”. Inizia con questa dichiarazione pronunciata il 5 aprile 2016, intervenendo al Senato sul caso di Giulio Regeni, dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni l'approfondimento di Antonio Mazzeo sulla parte che riguarda le armi della consolidata partnership politico-militare-industriale: trasferimenti di sistemi d’arma pesanti e leggeri alle forze armate e di polizia del sanguinario regime di Al-Sisi da imprese italiane, soprattutto del gruppo Finmeccanica.
Parliamo con Mazzeo della produzione e vendita di armi italiane in particolare all'Egitto.
Durante la trasmissione Silenzio Assordante continuiamo ad aggiornarci sulla situazione in Egitto attraverso le corrispondenze con una compagna.
Vi proponiamo quindi gli audio delle ultime due settimane. Qui potete ascoltare i collegamenti precedenti.
Attraverso due corrispondenze avvenute a distanza di una settimana, facciamo il punto sulla brutalità poliziesca, il clima persecutorio verso chi denuncia le violenze, le lotte in carcere e la situazione che riguarda alcuni/e compagni/e detenuti/e.
La corrispondenza da Il Cairo con una compagna sulla sentenza del 31 maggio che condanna a un anno e 3 mesi dieci compagni e sulla situazione repressiva del governo militare: retate, minacce, arresti, persecuzioni in carcere.