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Palestina

L'architetto palestinese Antoine Raffoul e l'architettura della Palestina

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Abbiamo incontrato l'architetto palestinese Antoine Raffoul per farci raccontare della sua storia, della sua famiglia espulsa nel 1948 dalla Palestina, quando Antoine aveva 7 anni e dove non è mai più potuto tornare. Una storia che lo porta tuttavia da sempre a lottare per la conservazione architettonica della sua terra attraverso l'emblema della città di Lifta, piccolo villaggio di 4000 anni fa vicino a Gerusalemme. Oppure attraverso un concorso che aveva indetto insieme al professore Salman Abu Sitta per ridare a Gaza un'architettura degna della sua storia. Una delle vincitrici del concorso è però stata uccisa dai bombardamenti sionisti ad ottobre del 2023, ed è a lei che dedichiamo questo podcast, Mana Jamal Hamdan Mansour. 

Per maggiori info: https://www.1948.org.uk

 

Gerusalemme: raid della polizia israeliana nella Libreria Educativa

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Medi Weaves, la Rete Mediterranea delle Librerie Indipendenti, condanna fermamente le incursioni di ieri della polizia israeliana nella Libreria Educativa di Gerusalemme Est e l'arresto del suo proprietario Mahmoud Muna e di suo nipote Ahmad Muna e ne chiede il rilascio immediato.

"E' un chiaro atto fascista fare irruzione in una libreria, confiscare libri e arrestare i proprietari sulla base del fatto che il governo israeliano non è d'accordo con il contenuto dei suoi libri", ha detto Marilia Di Giovanni, presidente fondatrice di Mediweaves e proprietaria della libreria Casa del Libro Rosario Mascali a Siracusa, in Italia. "E' un segno pericoloso del terrore fascista. Se i libri diventano pericolosi, non è più una democrazia."

La libreria The Educational Bookshop di Gerusalemme Est è un membro attivo di Mediweaves, che esprime piena solidarietà a Mahmoud e Ahmed Muna, che hanno entrambi trascorso la notte in una prigione di polizia e sono comparsi in tribunale oggi 10 febbraio.

Mediweaves invita tutti i governi a contattare il governo israeliano per protestare con forza contro questa oltraggiosa azione della polizia, liberare Mahmoud e Ahmed Muna, restituire i libri confiscati e risarcire la famosa Libreria The educational bookshop di Gerusalemme Est per eventuali danni. Secondo il quotidiano Haaretz, la polizia di Gerusalemme è entrata nei due negozi della Libreria The educational bookshop e The American Colony bookshop a Gerusalemme Est con un mandato di perquisizione concesso dal tribunale e ha confiscato molti libri.

Il rapporto afferma che i proprietari sono formalmente sospettati di turbamento dell'ordine pubblico e non di istigazione, poichè quest'ultimo richiede l'approvazione della procura. Haaretz cita il fratello di uno dei proprietari che sostiene che gli agenti hanno utilizzato Google Translate per determinare quali libri (la maggior parte dei quali sono in arabo) confiscare. "Hanno preso qualsiasi libro che non gli piaceva", dice, secondo quanto riferito. Hanno anche visto un giornale Haaretz con immagini di ostaggi, hanno chiesto cosa fosse e hanno detto che era incitamento.

Hanno preso qualsiasi libro con una bandiera palestinese. Orly Noy, presidente di B'Tselem  Centro d'informazione israeliano per i diritti umani nei territori occupati, ha postato sulla sua pagina Facebook: "questo negozio speciale, che è un luogo di pellegrinaggio per chiunque sia interessato alla cultura della regione in generale, e a quella palestinese in particolare. [...] Questa è una mossa barbara compiuta da persone barbare che servono un regime barbaro. [...]

Tra i nomi dei libri molto pericolosi che sono stati banditi, ho visto anche il nome Love Wins di Afzal Huda. Decine di giornalisti e diplomatici stranieri provenienti da diversi paesi - tra cui Gran Bretagna, Paesi Bassi, Francia, Svizzera e Brasile - sono venuti questa mattina alla corte di Gerusalemme per esprimere la loro solidarietà ai membri della famiglia Mona.

Allo stesso tempo decine di persone stanno protestando davanti al tribunale, tra cui il membro della Knesset Ayman Odeh (Hadash-Ta'al). L'ambasciatore tedesco in Israele, Stefan Seibert, ha scritto sulla rete X di conoscere la famiglia Mona come "un'orgogliosa famiglia gerosolimitana-palestinese che persegue la pace" e ha espresso preoccupazione per l'arresto di Mahmoud e Ahmed.

Trump su Gaza, coloni contro la sede Unrwa, situazione drammatica a Jenin

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Con Michele Giorgio, corrispondente de Il manifesto, facciamo il punto a partire dalle dichiarazioni di Trump nella conferenza stampa dopo l'incontro con Bibi Netanyhau.

Giorgio informa poi sulla drammatica situazione a Jenin che subisce attacchi continui da quindici giorni, su Gerusalemme dopo a inizio settimana coloni, destra israeliana hanno attaccato la sede di Unrwa, l'agenzia Onu per i profughi palestinesi, a cui già è stato impedito per legge di agire.

Infine chiediamo a Michele Giorgio su Ahlam al-Tamimi su cui, dopo anni di richieste di estradizione da parte degli Usa,  l’organo di informazione qatariota Al-Araby al-Jadeed, ha diffuso la notizia che le autorità di intelligence giordane sarebbe stata estradata  a meno che non si trovasse un Paese terzo disposto ad accoglierla. 

Tamimi, cittadina giordana, era stata condannata in Israele nel 2003 a 16 ergastoli per l’attacco a una pizzeria dove avevano perso la vita anche persone statunitensi,  però rilasciata nell’ambito dell’accordo di scambio per il rilascio del soldato Gilad Shalit nel 2011 e da allora in Giordania.

Firenze: basta complicità tra università e Israele

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Giovani Palestinesi Firenze e Studentx per la Palestina Firenze nei giorni scorsi hanno denunciato tramite la pubblicazione di un appello un workshop organizzato nella città toscana con l'università di tel Aviv che portava il logo di Unifi. Chiarito che non si tratta di un'iniziativa istituzionale rimane il problema del workshop ma anche delle collaborazioni tra Università di Firenze e Università di Tel Aviv. Davanti al palazzo dove si terrà il workshop nei giorni 3 e 4 febbraio si svolgerà un presidio di protest

Ne parliamo con una compagna di Giovani palestinesi Firenze

Liberati Luisa Morgantini e il giornalista del Sole24Ore

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Come potete ascoltare dal primo audio di Meri Calvelli, era stata rrestata in Palestina dalle truppe occupanti israeliane Luisa Morgantini, che è stata vicepresidente del Parlamento Europeo e esponente di AssoPace Palestina insieme a Roberto Bongiorni del Sole 24 Ore e due persone palestinesi con l’accusa di avere “violato una zona militare”.

Pubblichiamo poi un secondo audio che dà la notizia della liberazione di Morgantini e Bongiorni che sono rimasti a aspettare la liberazione degli accompagnatori palestinesi

Trasmettiamo un audio di Meri Calvelli

Su Radio Onda d'Urto una corrispondenza più articolata

Ginevra per la Palestina, protesta collettiva della tenda bianca

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Da sabato 25 gennaio 2025, a Ginevra, è in corso la Protesta collettiva della tenda bianca davanti al quartier generale delle Nazioni Unite.

Ne parliamo con Elisabetta dei Sanitari x Gaza di Roma, che ci racconta del corteo di sabato, dei tanti incontri e confronti che ci sono stati e ci saranno in questi giorni a Ginevra.

Alla fine della corrispondenza, Elisabetta ci ricorda che sabato 1 febbraio, alle ore 14.00, a piazzale Esquilino, a Roma, i Sanitari per Gaza saranno di nuovo in piazza e invita tutte e tutti a Unirsi per Gaza.

Un appello storico all'azione: unisciti per Gaza!

Incontro per conoscere la Storia, la cultura e la resistenza palestinese

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Il sabato 1° febbraio, a partire dalle ore 16:30 (a viale Ventimiglia 38, Trullo), ci sarà l'inizio di una serie di incontri a cura del Collettivo Palestina Roma Trullo per conoscere la realtà storica della Palestina e per dare un sostegno sempre più ampio e consapevole alla lotta di liberazione del popolo palestinese. In questa opportunità interverranno Vera Pegna, scrittrice e attivista, e Jehad Othman, dell'UDAP.

Con Pina, parte del Colletivo Palestina Trullo Roma, abbiamo parlato sull'appuntamento del sabato 1° febbraio e sull'importanza di informarsi e formarsi sulla Storia del popolo palestinese per combattere la disinformazione e la cancellazione di una cultura che resiste contro il genocidio sionista.