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Roma

Gli Autonomi (vol. IV)

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Il primo di una serie di redazionali in cui presentiamo il libro Gli Autonomi (vol. IV), storia dell'autonomia operaia romana.

Nella prima puntata: da dove nasce la definizione di autonomia operaia, differenze con gli altri movimenti sull'operaismo. Ne parliamo con uno dei due autori, Giorgio Ferrari. 

80 anni di Spallanzani

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Stamattina, in occasione delle celebrazioni per l'ottantesimo anniversario della fondazione dell'ospedale Spallanzani a Roma, la sindaca di Roma, il presidente della giunta regionale del Lazio e la ministra della salute si recheranno a portare il loro saluto nella sede dell'istituto.

Ad attenderli, lavoratori e lavoratrici che vogliono metterli al corrente delle condizioni di lavoro nel nosocomio.

Roma, una città in emergenza abitativa alle prese con amministratori socialmente pericolosi

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A Roma, sulla base degli ultimi dati, l'emergenza abitativa è un problema destinato a peggiorare. Ciò nonostante, continua a mancare un assessore alle politiche abitative e l'estate si preannuncia più calda che mai sul fronte degli sgomberi e della repressione dei movimenti sociali. Ne parliamo con Bruno, del Coordinamento cittadino di lotta per la casa.

 

Qui una piccola analisi dei dati a disposizione operata dall'Unione inquilini:

 

Analizziamo i dati ufficiali.
Con DGC 56/2017, la giunta capitolina ha approvato il “piano” di gestione dei dipartimenti e degli uffici comunali, tra i quali ovviamente anche il Dipartimento Politiche Abitative.
Il testo non si segnala per chiarezza di linguaggio, ma è un documento di grande interesse perché ci permette di conoscere cosa ha fatto il dipartimento casa in questi ultimi due anni e quello che prevede di fare nei prossimi due anni.
I dati sono tanti e non è quindi facile esporli in sintesi, ma intanto proviamo a fare le prime valutazioni…
Capitolo assegnazioni:

• Nel 2015, il Comune di Roma ha assegnato 237 appartamenti: 111 a chi era in graduatoria con punti 10 ai sensi del bando del 2000; 126 alle persone inserite nella graduatoria del bando 2012.
Nello stesso periodo, le domande di casa popolare pervenute e inserite in graduatoria sono state 2.300: ergo, considerando che 110 erano relative a un bando chiuso dal 2009 e quindi a domande pervenute oltre 6-7 anni fa, nel 2015 per il numero di alloggi popolari assegnati dal comune (126) risulta 18 volte inferiore al numero di domande pervenute (2.300).

• Nel 2016, questo rapporto case assegnate/domande pervenute è leggermente meno spropositato, ma comunque totalmente incongruo: 2.600 nuove domande ammesse in graduatoria, a fronte di 330 alloggi assegnati; nel 2017, si prevede lo stesso numero di domande ma un calo di alloggi da assegnare (300 anziché 330) e così anche nel 2018.

• Parallelamente, si prevede di esaurire la vecchia graduatoria del 2000 procedendo a 100 assegnazioni l’anno fino al 2019.

Nel 2016 sono stati quindi assegnate 430 case popolari e si prevede di assegnarne 400 all’anno fino al 2019.
Da dove vengono queste case?
Interamente dal patrimonio “di risulta”: 440 alloggi nel 2016, 400 l’anno fino al 2019.

Al netto delle chiacchiere e delle ridicole promesse elettorali fatte dalla Raggi un anno fa, il comune non prevede di fare nessun investimento per dare risposta a chi vive in disagio abitativo.

Zero nuovi alloggi da recuperare o da auto-recuperare utilizzando il patrimonio esistente, zero acquisizioni da altri enti o da grandi proprietari, le pochissime case popolari che assegneranno (una ogni otto domande pervenute) saranno ricavate sgomberando le persone ritenute “occupanti senza titolo” (quasi sempre, famiglie a reddito bassissimo, che sono state costrette ad occupare nel lungo periodo in cui a Roma non era tecnicamente possibile neanche chiedere una casa popolare ancorché ottenerla- dal 2008 al 2013 non è esistito un “bando di assegnazione”) o recuperando le case liberate da anziani deceduti.
La rivoluzione 5stelle consiste nel togliere (poco) ai poveri o ai morti, per dare poco ad altri poveri.

Capitolo Buono Casa
Veniamo al buono casa, ai residence e alle misure di sostegno all’affitto.
Qui viene forse la parte più tragicomica e scandalosa…
• Secondo quanto riportato nel documento, nel 2015 Roma aveva 1.600 persone accolte in “assistenza alloggiativa” e 21 “residence” per i quali il comune pagava affitto a privati.
I residence nel 2016 scendono a 14 e le persone accolte restano 1600.
Nel 2017, si prevede che il numero scenda a 1272, poi a 1022 nel 2018 e infine a 562 nel 2019.
I buoni casa pagati nel 2015 sono stati 25, 100 quelli erogati nel 2016 e 120 l’anno nel 2017- 2018-2019.
Complessivamente, si prevede di erogare il buono casa a 460 persone (o si spera, come vedremo tra poco).
Ragioniamo sui dati.
Nel 2017, si prevede di togliere l’assistenza alloggiativa a 328 persone;
nel 2018, a 250;
nel 2019, a 460.
In totale, da qui al 2019 si prevede di revocare l’assistenza alloggiativa a 1038 persone.
Parallelamente, l’ipotesi ottimistica del Comune è di dare il buono casa a 460 persone in assistenza alloggiativa: calcolatrice alla mano, significa che il comune intende eseguire 578 sgomberi forzosi ai danni di persone attualmente ospiti nei residence.
Ed è un’ipotesi purtroppo difettosa in eccesso: infatti, la previsione di 120 buoni casa l’anno è TOTALMENTE irrealistica, considerando che da gennaio ad oggi, i buoni casa erogati anziché essere una cinquantina (come si evince dalla previsione di 60 entro il 30 giugno) saranno stati al massimo 5 o 6.
5 o 6, ripeto.
Realisticamente, il dipartimento erogherà da qui al 2019 al massimo altri 200/250 buoni casa cioè la metà circa di quanto previsto.
Le persone che si intende sgomberare senza offrire alcuna alternativa passano così, verosimilmente, da 578 ad almeno 800.
In sintesi: entro il 2019, il comune intende sgomberare con la forza 2 inquilini su 3 tra quelli attualmente ospiti dei CAAT o residence: 800 su 1270.
Il buono casa sta fallendo e il comune ha preso atto della cosa (o meglio, intende assecondarla non aiutando in alcun modo gli inquilini a trovare alloggi da affittare).

Capitolo contributo affitto:
• 0 (zero) contributi pagati nel 2015
• 622 quelli che si sostiene di aver pagato nel 2016. Falso. Si tratta di un falso in atti d’ufficio, perché NESSUN inquilino romano ha mai ricevuto quei soldi.
Che fine hanno fatto i soldi destinati al contributo affitto del 2016? A chi sono finiti e a quale titolo? Indagheremo, eventualmente facendo ricorso alla corte dei conti…
Nel 2017, si prevede di concedere 3.500 contributi affitto per poi eliminarli dal 2018 in poi (quindi, addio contributo).
Anche qui, è straordinario e spaventoso il rapporto domande pervenute/domande inevase o rigettate: infatti si prevede che 2.480 saranno quelli ammessi e 5421 i richiedenti esclusi (per vizi di forma nella presentazione della domanda, per lo più).

Capitolo sgomberi case popolari. Altro massacro sociale in vista.
Il Comune prevede di scandagliare a fondo i requisiti di accesso, eseguendo 806 verifiche nel 2017.
Si prevede di passare dagli attuali 40 prevvedimenti di sgombero emessi a 150 nel 2017.
140 gli sgomberi materialmente eseguiti nel 2016, 180 da eseguire nel 2017, 130 nel 2018 e nel 2019.
In pratica, i 608 sono avvisati: 440 di loro riceveranno visita dalla polizia municipale per lo sfratto entro il 2019.

In sintesi.
A Roma, quello della casa è un problema destinato a peggiorare anziché a vedere soluzione nei prossimi 3 anni.
Una marea di gente che farà domanda di casa popolare e pochissimi che potranno ottenerne una;
un altrettanto oceanico numero di persone in emergenza abitativa destinate ad essere sbattute in mezzo a una strada e senza alcuna alternativa;
Risorse usate male e del tutto inadeguate alle esigenze;
pochi fondi ai contributi affitto destinati a diventare zero da qui a due anni.
Complimenti Sindaca Raggi, in un modo o nell’altro lascerà un’”impronta” in questa città. Un impronta devastatrice, per la precisione.
Adesso capite perchè non c'è l'assessore alla casa a Roma?

Roma: Atac, Roma Tpl, funivia

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Risolto il problema degli stipendi dei lavoratori di Roma tpl, pagati dall'amministrazione comunale, non ci sono però gli autobus, per cui il servizio è molto ridotto. Parliamo anche della funivia e della mancanza di un piano serio di gestione del trasporto pubblico nella capitale da parte dell'attuale amministrazione.

12 maggio 1977: a quarant'anni dall'uccisione di Giorgiana Masi

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Il 12 maggio 1977 migliaia di persone scendevano in piazza sfidando il divieto di manifestare. Tra loro la compagna diciottenne Giorgiana Masi, in strada per celebrare l'anniversario della vittoria referendaria che garantiva il diritto al divorzio. Giorgiana quel giorno venne assassinata da un colpo sparato per mano della polizia. Ogni anno da quel giorno le donne, le compagne, le femministe sono scese in strada per ricordare Giorgiana e la violenza patriarcale, repressiva dello Stato che l'ha uccisa. Quella contro Giorgiana è una violenza di Stato. Giorgiana è solo una delle e dei tant* che quotidianamente sono colpite dalla violenza strutturale di una società fondata sui privilegi di genere, di classe, di etnia. La violenza che ha colpito lei, mentre si ribellava ad un divieto, ha la stessa mano della violenza che colpisce la moglie che si ribella al marito, la lavoratrice che lotta per migliorare la propria condizione, la migrante che si ribella ad una espulsione, chi scappa da una retata mentre cerca di sopravvivere. A pochi metri da dove Giorgiana è stata uccisa, pochi giorni fa la violenza dell'ordine costituito ha fatto un altro morto: Niang Maguette, lavoratore immigrato dal Senegal, stava lavorando per sostenere se stesso e i suoi figli quando la violenta brutalità di una retata di vigili e polizia in borghese, trasformata in una caccia all'uomo, gli ha strappato la vita. Come femministe, donne, frocie, lesbiche, mogli, madri e figlie riconosciamo, perché ci colpisce da sempre, la violenza di quella mano che vuole annientare tutto ciò che non è decoroso, *normale*, assimilabile, valorizzabile, che non obbedisce a standard economici, morali, estetici sempre più elitari. Viviamo in una società in cui le parole legalità, decoro, sicurezza, significano semplicemente guerra alle/i pover*, alle/agli sfruttat*, alle/ai migranti, ai margini, alle donne che si autodeterminano, alle lavoratrici/tori che si autorganizzano e a chiunque provi a scegliere, o sia costretta ad inventarsi, modi diversi di vivere la propria vita. Il 12 maggio saremo in piazza contro tutta questa violenza che ci vuole succubi ed inermi. Saremo rabbiose e indecorose come lo erano Giorgiana e Maguette.


Ci vediamo tutte a Piazza G.Belli, di fronte la lapide di Giorgiana, il 12 maggio dalle ore 18 per una casserolata rumorosa: portate pentole, coperchi, mestoli e facciamoci sentire!

Centro 6, un altro centro per adolescenti rischia di chiudere a Roma

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Se non ci saranno novità, a metà mese chiuderà l'ennesimo presidio sociale in periferia, il centro 6, una realtà attiva da più di venti anni nella zona di villa Gordiani-borghetto prenestino ed impegnata nell'assistenza e nel sostegno ad adolescenti fragili o in difficoltà.

Insieme ad altri centri dello stesso quadrante, il centro 6 dovrà chiudere i battenti a metà di maggio, per consentire al comune di svolgere attività di verifica non ben precisate e che impediranno di continuare le attività per mesi, forse anni.

Nicoletta, una delle responsabili della struttura, ci racconta la natura e le attività del centro e quello che potrebbe accadere se la chiusura dovesse andare effettivamente in porto.

Morte Nian: domani alle 16 corteo

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E' in corso l'assemblea della comunità senegalese in via campobasso che ha lanciato per domani, venerdi, un appuntamento sotto la prefettura, a piazza venezia, alle 16. Sentiamo anche un compagno del csoa ex snia viscosa che ricostruisce il tessuto della comuità senegalese al Pigneto e il clima di repressione a cui sono soggetti da anni da parte della Finanza.