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Gli ultimi aggiornamenti dall'Iran

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Continuano le proteste a continua la repressione in Iran, Amnesty international parla di quasi cento vittime solamente nella zona del Belucistan. L'aggiornamento sugli eventi delle ultime ore con un'attivista dell'associazione della gioventù iraniana in Italia

Non si fermano le proteste in Iran

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In Iran continuano le proteste popolari, scoppiate dopo l'assassinio della giovane Mahsa Amini da parte della polizia religiosa, e anche purtroppo la repressione, benedetta dalla guida suprema della repubblica islamica, l'ayatollah Khamenei.

Abbiamo parlato della situazione attuale con un membro dell'associazione giovani iraniani in Italia.

Roma in piazza con le donne iraniane

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Stamattina a Roma prima iniziativa di solidarietà con le donne iraniane, un sit-in di fronte agli uffici dell'ambasciata della repubblica islamica.

Domani appuntamento per una manifestazione alle ore 17.00 in piazza SS. Apostoli.

Ai nostri microfoni Serena, di Non una di meno Roma che hanno aderito all'appello.

L'Iran scatena la repressione

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Decine di morti in Iran a causa della repressione delle manifestazioni che infiammano il paese, da nord a sud, in protesta per l'omicidio di Mahsa Amini, la ventiduenne di origine curda uccisa dalla polizia religiosa dopo essere stata arrestata per non avere indossato in maniera corretta il velo.

Ai nostri microfoni Ylmaz, dell'ufficio informazione del Kurdistan in Italia.

Qui l'intervista ad Alican Yildiz, presidente della Mwzzaluna rossa curda in Italia (fonte radio onda d'urto).

Qui l'intervista alla scrittrice e giornalista Farian Sabahi (fonte radio onda d'urto).

In Iran aumenta il malessere e montano la rabbia e le proteste

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"Il Khuzestan ha sete”. Da dieci giorni la popolazione della più ricca delle province iraniane — sebbene per paradosso quella in cui le persone vivono in condizioni peggiori — protesta a causa della crisi idrica. Dimostrazione di come la mancanza d’acqua sia già un argomento alla base di equilibri (geo)politici, e tanto più lo sarà nei prossimi anni con il peggiorare degli effetti del cambiamento climatico. Ma seppur innescate da eventi diversi, le proteste in Iran si presentano con cadenza ciclica e affondano le loro radici nelle medesime cause: forti diseguaglianze sociali, mancanza di servizi e libertà di espressione, stagnazione economica e assenza di prospettive. Oggi a fare da detonatore sono la crisi sanitaria, unita a quella idrica ed energetica. A moltiplicare il malcontento, però, c’è la percezione di un sistema politico-economico caratterizzato da una corruzione dilagante, preoccupato solo a garantire la propria sopravvivenza. Alcuni giorni fa l'ultra conservatore Raisi si è insediato alla presidenza della repubblica islamica portando con sè i propri trascorsi sanguinari: la condanna a morte di centinaia di oppositori marxisti e di sinistra, di donne attiviste per i diritti umani. Che scenari si aprono? Di tutto questo parliamo con Patrizia Fiocchetti che ci presenta anche il suo ultimo libro Cosa c’è dopo il mare.

Venti di guerra

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Dedichiamo questo spazio redazionale ad una discussione sugli scenari di guerra in Medio Oriente dopo l'omicidio di Qassem Suleimani da parte degli USA, chiedendoci perchè il movimento contro la guerra e contro le basi USA in Italia non scenda più in piazza da almeno 10 anni.

Ospitiamo diverse corrispondenze durante le quali sono stati lanciati i seguenti appuntamenti:

  • Lunedì 20 Ore 19:30 Ex Sala Consigliati, Piazza della Marranella a Torpignattara assemblea pubblica contro la guerra all'Iran
  • Sabato 25 giornata internazionale contro la guerra all'Iran

L'ultimo che esce spenga Internet

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In Iran dal 16 al 21 novembre le comunicazioni Internet sono state sostanzialmente bloccate all'interno del paese. Non si tratta, però, di un completo shutdown di Internet - operazione troppo costosa - ma di un'azione più complessa e differenziata, che contiene anche segni di sperimentazione tecnica. La direzione della sperimentazione è chiara: il passaggio dalla connessione ad Internet alla connessione ad una Intranet nazional-religiosa che riesca però a non danneggiare troppo l'economia. Una direzione simile - ma con sostanziali differenze -  è stata presa anche da Russia e Cina. Guardiamo anche il caso indiano dove, utilizzando tecniche molto più rozze, i blocchi di Internet sono sempre più frequenti.

A seguire, notiziole sparse, tra cui:

  • Il servizio sanitario britannico concede ad Amazon l'accesso a molti dati sanitari.L'ottica è quella di far svolgere alla multinazionale statunitense una parte dei compiti del medico curante.
  • È uscito mycroft.ai, un software in grado di sostituire i cosiddetti "voice assistant" con degli oggetti dalle caratteristiche tecniche simili ma che non richiedono il passaggio da multinazionali.
  • Facebook lancia una board dedicata alla realizzazione di linee guida per il monitoraggio dei contenuti su Facebook. Viene dichiarata come un'entità indipendente, ma i soldi vengono tutti (130 milioni di dollari!) da Facebook, gli amministratori li ha nominati Facebook.  Supponiamo quindi che l'indipendenza derivi dall'aver inaugurato una scatola dei suggerimenti digitale.

Non vi dimenticate! 21 dicembre 2019 sono 25 anni di Avvisi ai Naviganti: festeggiamo il compleanno ai AvANa al CSOA Forte Prenestino.

Dal 22dicembre al 5 gennaio ancora non sappiamo se saremo in onda; se saremo pigri, troverete comunque delle repliche la domenica alle 21 su radio onda rossa.

Le proteste in Iran viste da Patrizia Fiocchetti

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Parliamo di Iran con la scrittrice e attivista Patrizia Fiocchetti. Da dove sono nate le proteste che dal dicembre dello scorso anno infiammano ancora la Repubblica Islamica. Richieste economiche e diritti civili alla base delle numerose manifestazioni. La popolazione, non ha infatti avuto alcun beneficio dalla fine dell'embargo e dagli accordi con USA e Europa. Ad arricchirsi la solita clerocrazia e i magnati delle armi, visti i  differenti fronti di guerra che l'Iran tiene aperti. Una richiesta di cambiamento che viene soprattutto dalle donne.  

Proteste in Iran: a chi conviene una crisi a Teheran?

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Le proteste in Iran contro la corruzione e il carovita sembrano essere giunte al capolinea. Il capo dei Pasdaran - le "Guardie della Rivoluzione" -, il generale Mohammad Ali Jafari, ha annunciato ufficialmente "la fine della sedizione". Il generale, che risponde direttamente all'ayatollah Ali Khamenei, si è detto sicuro che le rivolte non continueranno (fonte RaiNews). Non sono mancate, tra l'altro, manifestazioni pro-governative, che hanno sfilato quest'oggi.
Ma cosa significano queste proteste nella Repubblica islamica iraniana? Col nostro corrispondente parliamo anche della situazione nel Kurdistan iracheno.
 
Ne parliamo, tracciando un quadro più ampio e problematico a livello geopolitico, con Alberto Negri, già inviato in Medio Oriente per "Il Sole24Ore".

Gli attentati in Iran

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Con il giornalista de Il sole 24h Alberto Negri e con un compagno al telefono analizziamo gli attentati al Parlamento iraniano e al mausoleo di Khomeini. Usa e Arabia Saudita stanno nuovamente attaccando l'Iran? L'Europa e soprattutto l'Italia continuano ad essere grandi esportatori di armi per conflitti che destabilizzano ancora di più il Medio Oriente. Ma queste politiche si ripercuotono pesantemente in Europa.